Nel pieno delle settimane segnate dall’emergenza ciclone Harry e dalla faticosa ripartenza del territorio, Condofuri prova a rimettere al centro il confronto pubblico. All’Auditorium comunale “Angelina Romano” si è svolta un’assemblea cittadina dedicata alla costruzione del bilancio preventivo 2026, un passaggio che ha intrecciato il tema della ricostruzione sociale ed economica con quello della programmazione amministrativa.

Un incontro partecipato, durante il quale è stato fatto il punto sulla situazione finanziaria dell’ente e sul quadro delle risorse disponibili, aprendo al contributo diretto dei cittadini. In sala, infatti, sono stati distribuiti appositi moduli per raccogliere proposte, priorità di investimento e suggerimenti operativi, in un percorso che punta a trasformare il bilancio in uno strumento condiviso e non esclusivamente tecnico. A guidare il confronto le commissarie Antonia Surace e Maria Laura Tortorella, alla testa del Comune grecanico commissariato - in forma ordinaria dopo la fine prematura della sindacatura Paino - e titolari dei poteri sia di Giunta che di Consiglio. Proprio questo elemento rende significativa la scelta dell’amministrazione straordinaria: in una fase in cui la normativa non impone passaggi assembleari di questo tipo, l’apertura al dialogo con la cittadinanza assume il valore di un segnale politico-istituzionale preciso, orientato all’ascolto e alla partecipazione.

Dal dibattito sono emerse esigenze legate alla manutenzione urbana, ai servizi, al sociale, alla sicurezza e alla ripresa delle attività economiche, temi che si intrecciano con le fragilità accentuate dagli eventi meteo estremi delle ultime settimane. Un confronto che ha restituito l’immagine di una comunità viva, pronta a prendersi parte della responsabilità delle scelte future.

L’assemblea si è chiusa senza proclami e senza promesse pubbliche, ma con un dato politico-amministrativo chiaro: per la prima volta nella gestione commissariale il bilancio di Condofuri è stato aperto al confronto diretto con i cittadini. Ora la responsabilità passa tutta sui tavoli tecnici e sugli atti formali. Con un occhio sempre aperto sulla fase emergenziale post ciclone.