«Dopo decenni di attese e mobilitazioni civili, la Diga del Metramo segna un passaggio decisivo verso il pieno utilizzo e una nuova prospettiva di sviluppo per la Piana di Gioia Tauro. Con l’approvazione di un ordine del giorno alla Legge di Bilancio, presentato dall’onorevole Riccardo Tucci (M5S), il Parlamento
ha formalmente impegnato il Governo ad adottare ogni iniziativa necessaria per rendere l’infrastruttura pienamente funzionale». È quanto di legge nella nota stampa dell’associazione Progetto Città della Piana.


«Per anni definita la “grande incompiuta”, la diga — un’opera imponente, alta 104 metri e con una capacità di invaso di 26,5 milioni di metri cubi d’acqua, tra i territori di Galatro e San Pietro di Caridà — era rimasta confinata a un utilizzo minimo, limitato alla sicurezza idrogeologica e a una parziale irrigazione. Oggi si apre, invece, una fase nuova, concreta e carica di prospettive.
Il risultato è il frutto di una lunga stagione di confronto, studio e pressione civile portata avanti dall’associazione Progetto Città della Piana, guidata dal presidente Armando Foci. Un percorso – si legge ancora nella nota stampa dell’associazione Progetto Città della Piana – che ha avuto un momento simbolico e politico centrale nella grande mobilitazione del 27 giugno 2021 a Galatro, quando cittadini, amministratori locali e rappresentanza del mondo agricolo si sono ritrovata sull’invaso per rivendicare il diritto allo sviluppo di un intero territorio. Un’iniziativa resa possibile anche grazie al supporto della Banca di Credito Cooperativo di Cittanova e del Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino di Rosarno.
Quella mobilitazione — rafforzata, pochi mesi fa, dalla visita del Presidente Giuseppe Conte alla diga e dal confronto diretto con i promotori dell’iniziativa — ha contribuito a portare la questione Metramo al centro del dibattito politico nazionale. In questo quadro, Progetto Città della Piana esprime un ringraziamento all’onorevole Riccardo Tucci per aver dato seguito, con un atto parlamentare concreto, all’impegno assunto durante quella visita e ribadito nel successivo incontro con l’Associazione, trasformando una promessa politica in un indirizzo istituzionale formale.
Alla base della proposta vi è il superamento della concezione tradizionale della diga.

Come illustrato nel dossier sulle energie rinnovabili, elaborato dal dirigente dell’Associazione Nicola Marazzita con la collaborazione di Confindustria Reggio Calabria e presentato in audizione presso la Sesta Commissione consiliare della Regione Calabria, il Metramo è concepito come un’infrastruttura a utilizzo plurimo: non solo irrigazione, fondamentale per l’agricoltura, ma anche produzione energetica, turismo sostenibile e valorizzazione delle aree interne. Un invaso capace di generare economia verde attraverso attività come canottaggio, trekking e mountain bike.
Il salto di qualità arriva nel novembre 2024, durante il convegno sulle energie rinnovabili svoltosi a Gioia Tauro, quando il dossier viene presentato ai sindaci del territorio, agli imprenditori e ai cittadini
della Piana. Un lavoro che individua nella diga del Metramo un nodo strategico per la transizione
energetica regionale.
La visione è chiara: integrare la diga nel progetto di una Hydrogen Valley a Gioia Tauro, valorizzando la risorsa idrica e l’energia idroelettrica per sostenere la produzione di idrogeno verde. Un’ipotesi di sviluppo strettamente connessa al porto e all’area retroportuale, che trasformerebbe il Metramo in una vera e propria “batteria naturale” al servizio di uno snodo strategico della logistica e dello sviluppo industriale nel Mediterraneo, in linea con le politiche europee di transizione ecologica. Ora la sfida passa dalla norma ai fatti.
«L’approvazione dell’ordine del giorno rappresenta il punto di arrivo di un lavoro collettivo — sottolinea l’associazione Progetto Città della Piana — ma soprattutto l’inizio di una nuova fase di vigilanza».
Dopo oltre trent’anni di immobilismo, la Piana è pronta: la visione è definita. Spetta ora allo Stato, in tutte le sue articolazioni, garantire che agli impegni assunti in Parlamento seguano cantieri,
investimenti e risultati concreti».