Intervista a Domenico Giannetta: «Abbiamo lottato a mani nude contro una corazzata di palazzo. I nostri consensi crescono del 54%: saremo determinanti per il centrodestra»
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All’indomani del voto per le elezioni suppletive della Camera dei Deputi svolte il 27 e 28 settembre nel Collegio 5 di Reggio Calabria, Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, analizza in un'intervista concessa al reggino.it i risultati della recentissima tornata elettorale e difende il traguardo dell'11% ottenuto in breve tempo dalla formazione del generale Roberto Vannacci. Respinge le accuse di Forza Italia riguardo all'origine dei suoi consensi, evidenziando una crescita personale e politica sul territorio calabrese. Giannetta poi condanna i toni aggressivi e le polemiche personali subite durante la campagna elettorale, ribadendo la propria autonomia decisionale e la coerenza del suo percorso. Infine, guarda al futuro con ottimismo, convinto che Futuro Nazionale rappresenti un fenomeno politico in forte espansione in vista delle prossime scadenze nazionali.
Dottore Giannetta, al di là dei proclami di rito seguiti allo spoglio delle suppletive, qual è la sua valutazione obiettiva su chi vince e chi perde in questa tornata?
«I numeri sono numeri e vanno analizzati con estrema obiettività. Intanto va preso atto che il centrodestra si aggiudica il collegio, e all'avvocato Roscioli vanno i miei auguri. Ma se andiamo ad analizzare il dato politico puro, la manifestazione plastica e incontrovertibile di questa tornata è che il vero vincitore è Futuro Nazionale. Parlano i fatti: un partito nato a febbraio, partito da zero, ha conquistato l'11% in pochissimi mesi. Conseguire un simile risultato a Reggio Calabria, da sempre roccaforte di Forza Italia, vale il doppio. Se poi si analizza il consenso fuori dal perimetro cittadino, nell'area della provincia, sfioriamo addirittura il 15%. Il generale Vannacci ci aveva affidato l'obiettivo di superare la media nazionale del 7-8%: lo abbiamo abbondantemente doppiato, smentendo chi sosteneva che senza il cappello di Forza Italia non avrei raccolto consensi».
Lo strappo con Forza Italia si è consumato a ridosso di Ferragosto. Come si è sviluppato il suo approdo in Futuro Nazionale e com'è nato il rapporto con il generale Vannacci?
«Ho avuto la fortuna di conoscere il generale proprio attorno al ponte di Ferragosto e tra noi si è creata immediatamente una forte empatia. Ho potuto apprezzare le sue doti umane: è una persona perbene, seria e corretta. Ci siamo chiariti fin da subito sugli aspetti fondamentali e sul modo di affrontare questa campagna elettorale. Quanto alle ricostruzioni sul ruolo di Nino Minnicucci, ribadisco di aver agito in totale autonomia e nella piena libertà di scelta. Minicucci è un stimato professionista e un amico di cui vado orgoglioso: era presente a quell'incontro e mi ha accompagnato in questo percorso, ma la decisione è stata unicamente mia».
I vertici del centrodestra, tra cui Cannizzaro e Occhiuto, sostengono che l'11% sia in realtà la traslazione del suo personale bacino elettorale ex Forza Italia. Come risponde a questa lettura dei dati?
«È un'opportunità per fare chiarezza con i numeri alla mano. Alle regionali dello scorso anno avevo conquistato quasi 11.000 preferenze in un collegio di 97 comuni. Il collegio delle suppletive attuali ne comprende 71, lasciando fuori 26 comuni della Piana di Gioia Tauro dove risiede una parte importante del mio storico consenso. Ebbene, nell'area geografica tra Reggio città e la fascia Ionica, alle regionali avevo circa 5.000 voti; oggi abbiamo ottenuto esattamente 8.226 preferenze. Significa che in quelle stesse zone il nostro consenso è cresciuto del 54%. Se questo significa perdere o non avere radicamento, sfido chiunque a sostenere il contrario. La verità è che il mio elettorato e quello di Futuro Nazionale hanno creato una base granitica. Nel frattempo, il centrodestra in città passa dal 69% al 51%, perdendo oltre 18 punti percentuali: forse sono loro a doversi interrogare in casa propria».
I toni della campagna elettorale si sono alzati notevolmente nei suoi confronti. Quanto ha influito questo clima sull'affluenza e sulla risposta degli elettori?
«L'astensionismo è un dato preoccupante su cui tutta la classe politica dovrebbe riflettere. Da parte mia, tutti mi conoscono come un moderato: sono convinto che il tempo dedicato alla rissa sia solo tempo perso e sottratto ai contenuti. Noi abbiamo lottato a mani nude contro una corazzata di potere che vedeva schierati la Regione, il Comune, il Consiglio Metropolitano e le relative giunte. Nonostante sia stato dichiarato pubblicamente dal Presidente della Regione l'obiettivo di "tenerci sotto il 10%", il palazzo non è riuscito a fermarci. Dispiace constatare come certi toni accesi allontanino i cittadini dalla partecipazione. Per quanto mi riguarda, ho preferito concentrarmi sui temi prioritari: la sanità in primo luogo, che da medico considero fondamentale, poi le infrastrutture, la famiglia e le misure per trattenere i giovani talenti calabresi, fornendo agevolazioni e defiscalizzazioni per chi avvia nuove attività o assume giovani sul territorio».
Nella sua ultima nota di commento al voto ha scritto «è solo l'inizio»... quali saranno le sue mosse in Consiglio Regionale? C’è margine per ipotizzare la formazione di un gruppo Futuro nazionale? Insomma si sente legittimato da questo voto per questa nuova avventura politica?
«Ovviamente non avevo bisogno di questo dato per sentirmi legittimato, perché la mia storia parla per me e non devo giustificare il mio passato, di cui non rinnego un solo giorno, compresi i grandi insegnamenti ricevuti in Forza Italia dove ho avuto un grande leader che è stato Silvio Berlusconi, ma spesso quando si fanno dei passaggi repentini magari si può rischiare di disorientare l'elettorato, non è stato il mio caso, anzi, abbiamo aumentato i nostri elettori, quindi mi sentivo legittimato, mi sento legittimato e più forte in questo momento, perché abbiamo dato una dimostrazione di forza. In Consiglio Regionale continuerò a lavorare in piena autonomia, valutando atti e proposte di legge per il bene di Reggio e della Calabria. A chi mi accusa di tradimento rispondo che non si tradisce quando si rimane coerentemente all'interno dello stesso perimetro di centrodestra. Il tradimento avviene semmai quando un partito smette di essere uno spazio liberale e plurale per cedere a dinamiche privatistiche o familistiche. Quanto al gruppo di Futuro Nazionale in Consiglio, come dice il generale Vannacci, non mettiamo limiti alla Provvidenza: dico solo che c'è un'attenzione altissima da parte di molti amministratori locali e non solo pronti a condividere questo percorso. Quindi valuteremo tutto, e bene, affinché Futuro nazionale, come è successo in passato ed è stata anche una cosa di cui ho parlato con i vertici nazionali, non debba essere considerato un traghetto per consentire a qualcuno di passare in Futuro nazionale perché vedono un'opportunità e successivamente magari poi lasciare lo stesso traghetto».
Senta Giannetta, l'ha stancata questa campagna elettorale?
«No, non mi ha stancato affatto perché sono uno stacanovista da campagne elettorali. Nell'arco della mia carriera, ho 56 anni, ho iniziato a fare politica all'età di 32, quindi ho 24 anni di campagne elettorali sulle spalle, con una media di circa una campagna elettorale ogni due anni, due anni e mezzo. Sono ben rodato a fare queste campagne elettorali, non mi ha stancato, ma è stata sicuramente la campagna elettorale che mi ha segnato di più. Ho visto molto livore nei miei confronti, ho visto delle bassezze che al di là della politica penso non siano giuste. Ho potuto notare anche come attraverso i social c'è stato tanto veleno e tanti errori di valutazione. Io inviterei i tanti che magari non conoscono la mia storia e non conoscono me personalmente a venire a trovarmi, a confrontarsi, a discutere con me e a capire il senso di alcune scelte fatte»
Allora se non l’ha stancata è pronto per un’altra campagna elettorale, quella per le politiche del 2027. Giannetta troverà spazio in Futuro nazionale?
«A dire il vero quello è il prossimo obiettivo, se lei mi chiede se troverò spazio in Futuro nazionale, rispondo che penso proprio di sì. Futuro nazionale sarà un fenomeno politico, da qua alle prossime politiche, inarrestabile. Forse non abbiamo, o meglio non avete, capito quanta può essere la forza di Futuro nazionale. A livello nazionale contiamo oltre 150.000 tesserati, una cifra che testimonia una crescita imponente. Il risalto del voto di Reggio Calabria ci proietta come punto di riferimento per l'intero Centro-Sud: in queste ore sto ricevendo manifestazioni d'interesse e adesioni da professionisti e imprenditori anche da altre regioni, ad esempio dalla Sicilia e da Marsala, con tanti professionisti e giovani che vogliono aderire a Fn iniziando un progetto di crescita strutturato che ci deve portare alle prossime politiche proprio nella piena forma, affinché il dato, che è già abbastanza concreto e sostanziale, che avremo alle prossime politiche dovrà inevitabilmente essere un dato con il quale il centrodestra si dovrà confrontare, perché noi siamo indispensabili affinché il centrodestra possa vincere, ce lo dobbiamo pure dire. Ricordo che quando Fratelli d'Italia si presentò per la prima volta tredici anni fa si attestò all'1,9%. Ottenere l'11% al primo test nazionale in una roccaforte avversaria dimostra che ci sono sicuramente tutte le carte regole per andare a fare una volata che ci darà grandissime soddisfazioni, e ovviamente anche grandissime responsabilità nei confronti di una nazione che ha bisogno di avere una guida ferma e forte».

