Reggio Calabria non può più permettersi di essere ultima. È il messaggio che Giuseppe Barbaro, rappresentante di Copagri Calabria, affida al dibattito politico in vista delle prossime elezioni comunali.

Secondo Barbaro, qualunque programma politico-amministrativo per la città dovrebbe avere al centro le imprese, «unico vero attrattore e motore di sviluppo economico e progresso sociale». Senza una strategia concreta di rilancio dei comparti produttivi, sostiene, Reggio non potrà superare una stagnazione economica e sociale che si protrae da oltre un decennio.

A pesare sono anche i dati nazionali. Le classifiche pubblicate da Il Sole 24 Ore collocano Reggio Calabria nelle ultime posizioni per qualità della vita, con criticità nei servizi, nel lavoro, nell’ambiente, nelle opportunità per i giovani e nella capacità amministrativa.

«Numeri che non possono essere ignorati – evidenzia Barbaro – e che certificano il fallimento di un modello che non ha mai messo l’economia reale al centro delle scelte politiche». A preoccupare è soprattutto il dato dell’emigrazione giovanile, in costante crescita.

Nel documento si richiama anche la questione delle risorse pubbliche non utilizzate o andate perse. Tra queste, gli oltre 80 milioni di euro destinati alla mobilità sostenibile, che – secondo Barbaro – avrebbero potuto incidere in modo significativo sul volto e sulla capacità attrattiva della città.

Altro nodo è quello ambientale e infrastrutturale: dal 2013 si attende l’avvio dei lavori per eliminare gli scarichi fognari lungo la costa e per delocalizzare impianti di depurazione situati in aree a forte vocazione turistica. Emblematico, viene sottolineato, il caso del depuratore sulla Via Marina di Catona, con ricadute ambientali, sanitarie ed economiche che incidono su mare e turismo, considerati asset strategici di sviluppo.

Per Copagri Calabria occorre imprimere un nuovo slancio ai settori agricoli, agroindustriali, turistici, commerciali e della trasformazione. Solo attraverso un aumento strutturale del PIL cittadino, si legge, sarà possibile arginare l’emorragia di giovani costretti a cercare altrove opportunità lavorative.

Tra le priorità indicate, la messa a reddito di strutture produttive e strategiche oggi inutilizzate: il Lido Comunale, il Centro Girasole, il Mercato Coperto, la Fiera di Pentimele, il Miramare, il Centro Agroalimentare di Mortara, l’area ex Italctrius, oltre a una rigenerazione del sito industriale del Consorzio del Bergamotto.

«Le imprese e i cittadini non chiedono assistenzialismo – conclude Barbaro – ma programmazione, infrastrutture, efficienza amministrativa e tempi certi».

Mettere economia e lavoro al centro dell’agenda politica, è la posizione espressa, significa restituire prospettiva e dignità a una città che, secondo Copagri Calabria, non merita di restare in fondo alle classifiche.