Terminata la sperimentazione estiva, il treno per la Capitale non è stato prorogato. Il senatore Marco Lombardo interroga il ministro Salvini: «La continuità territoriale non si spegne con la fine delle vacanze»
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La fascia ionica reggina torna a fare i conti con l'isolamento sui binari. Con la fine della stagione estiva si è chiusa, senza alcuna proroga, la sperimentazione del collegamento diretto Intercity tra la Locride e Roma. Un taglio arrivato in silenzio il 12 settembre che ha subito riacceso le proteste dei comitati locali e degli utenti, portando la vicenda direttamente sui banchi del Parlamento. A firmare un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è il senatore di Azione, originario di Martone, Marco Lombardo. Il parlamentare chiede di fare chiarezza sulle motivazioni del mancato rinnovo e sollecita un intervento tempestivo per evitare che un servizio fondamentale per il territorio rimanga confinato a semplice "treno delle vacanze".
Per oltre vent'anni la dorsale ionica è rimasta priva di un treno di lunga percorrenza senza cambio verso la Capitale. Una carenza storica affrontata dopo le continue sollecitazioni giunte da amministrazioni locali, associazioni e comitati di cittadini, tra cui il piano “Gelsomini Link” promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittorio Zito. A seguito di un confronto istituzionale tra Regione, Ministero e Trenitalia il 6 luglio scorso era stata attivata la sperimentazione. Per la prima volta venivano impiegati i nuovi Intercity a trazione ibrida, convogli capaci di viaggiare uniti da Roma fino a Lamezia Terme, per poi separarsi: una sezione proseguiva lungo la Tirrenica, mentre l'altra si inoltrava sulla linea ionica, non elettrificata, garantendo fermate strategiche a Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Locri e Brancaleone, fino al capolinea di Reggio Calabria.
Agli annunci iniziali della Regione, che aveva prospettato un consolidamento del collegamento in caso di riscontri positivi sulla domanda, hanno fatto seguito due mesi di viaggi con importanti flussi di passeggeri. Eppure, arrivati al 12 settembre, il servizio è stato sospeso, riproponendo i consueti disagi. In un passaggio chiave dell’interrogazione depositata il senatore Lombardo mette in evidenza la discrepanza tra le esigenze della popolazione e la gestione stagionale dell'infrastruttura: «L'utilità di questo collegamento per l'economia e la tenuta sociale della Locride non finisce di certo con la stagione estiva. Parliamo di un servizio che risponde a esigenze di mobilità quotidiane e imprescindibili: spostamenti per lavoro e università, trasferte sanitarie verso le strutture del Centro-Nord per effettuare cure e visite mediche, ricongiungimenti familiari. Sono necessità che con l'inizio dell'autunno aumentano, anziché diminuire».
Lombardo prosegue rimarcando la sperequazione storica patita dai residenti dell'area ionica rispetto alla costa tirrenica: «Oggi chi vive nella Locride e deve raggiungere Roma è costretto a percorrere chilometri in auto fino a Rosarno, Lamezia o Reggio Calabria, oppure ad affrontare cambi e coincidenze con i treni regionali. Tutto questo si traduce in viaggi più lunghi, costi maggiori e costante incertezza sui tempi. La continuità territoriale di un territorio periferico non può essere legata al calendario balneare».
Nell'interrogazione parlamentare vengono formulati cinque quesiti rivolti al Ministero delle Infrastrutture: si chiede di chiarire per quali ragioni la sperimentazione non sia stata prorogata oltre il 12 settembre e quali soggetti abbiano preso la decisione. Il deputato chiede la diffusione dei dati reali di frequentazione (numero totale di passeggeri, occupazione media e suddivisione per fermata) e l'indicazione dei criteri usati per valutare l'esito della prova; viene chiesto se il Ministero intenda attivarsi con Trenitalia per ripristinare il collegamento in tempi brevi e su base annuale. Lombardo infine sollecita l'inserimento stabili della tratta nel nuovo contratto di servizio per il trasporto ferroviario di interesse nazionale, individuando le relative risorse e chiedendo dettagli sulle opere di ammodernamento della linea ionica previste per ridurre i tempi di percorrenza e rivedere orari e fermate.

