Nel dibattimento a carico di padre Luigi Grisi si compie un passaggio fondamentale con la deposizione del giovane. Il collegio riaggiorna il procedimento per la discussione
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Si è tenuta oggi al Cedir di Reggio Calabria, una tappa cruciale nel processo penale a carico del sacerdote padre Luigi Grisi, finito alla sbarra con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di un minorenne. Nel corso dell'udienza odierna è stata sentita la persona offesa.
Il giovane ha ripercorso davanti ai giudici la propria drammatica esperienza, riferendo in aula l'esatta dinamica dei fatti per come si sono verificati e gli abusi subiti, dai quali è scaturito l'intero impianto accusatorio della Procura reggina nei confronti del religioso. Una testimonianza dettagliata e sofferta, resa nell'aula dibattimentale per ricostruire le tappe della vicenda che ha sconvolto la comunità locale. A conclusione dell'esame, il collegio giudicante ha disposto il rinvio del processo all'udienza del prossimo 18 novembre, data in cui è prevista la discussione delle parti.
La ricostruzione delle accuse e la manipolazione spirituale
La vicenda giudiziaria affonda le sue radici nelle indagini condotte dai Carabinieri di Reggio Calabria, sfociate nel 2025 nell'arresto del sacerdote. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le condotte illecite contestate sarebbero iniziate tra il 2015 e il 2016, quando la vittima era appena un sedicenne impiegato come ministrante nella parrocchia.
Gli abusi sarebbero poi proseguiti fino al 2020, alimentati da un sistematico disegno di manipolazione emotiva, psicologica e spirituale. Sfruttando la propria veste di guida religiosa e di "padre spirituale", l'imputato avrebbe approfittato della fragilità e della fiducia del giovane, sovrapponendo momenti liturgici e di confidenza ad atti di natura sessuale, giungendo persino a impartire benedizioni e a chiedere "perdono" dopo i fatti contestati.
Il percorso processuale
L'udienza dibattimentale odierna fa seguito allo snodo procedurale dello scorso giugno dinanzi al GUP del Tribunale di Reggio Calabria, dottor Treglia. In sede di udienza preliminare, il giudice aveva rigettato la richiesta di rito abbreviato condizionato avanzata dalla difesa del sacerdote, che mirava a subordinare il giudizio speciale proprio all'audizione del giovane. L'accoglimento della linea della Procura e delle parti civili ha così spalancato le porte al dibattimento ordinario.
Nel processo continuano a essere costituite parti civili sia la persona offesa, sia l'associazione "La Caramella Buona", da anni impegnata nella tutela delle vittime di pedofilia e rappresentata dall'avvocato Sara Polito, presente al fianco del giovane per garantire il pieno accertamento della verità storica e giudiziaria.
L'attenzione resta ora concentrata sull'udienza del 18 novembre, quando la parola passerà al pubblico ministero, ai legali di parte civile e alla difesa per le conclusioni e le richieste di pena.

