«Il momento è adesso». Francesco Cannizzaro continua attraverso i suoi social ad alimentare il tam tam di San Valentino. In quella data il segretario regionale di Forza Italia ha organizzato una grande adunata a Palazzo Campanella, evidentemente non dedicata ai soli addetti ai lavori, ma aperto a tutta la città quando aggiunge «e coinvolge tutti noi». Contribuendo in tal modo ad alzare anche l’asticella delle attese che, naturalmente, sono tutte rivolte al nome del candidato sindaco del centrodestra.

A due giorni dall’atteso evento infatti non si conosce ancora chi sarà la donna o l’uomo di punta della coalizione, anche se tutti gli indizi portano proprio al deputato reggino, o in alternativa all’europarlamentare Giusy Princi. Nomi su cui evidentemente non ci sono rimostranze da parte degli alleati perché comunque rappresenterebbero una garanzia sotto il profilo del gradimento e dell’autorevolezza. Anche se proprio l’autorevolezza di Cannizzaro potrebbe rappresentare in qualche modo una “minaccia” politica per i partiti della coalizione che non facessero risultato alle urne. In soldoni, gli “altri” rischiano di non toccare palla. Ecco dunque la corsa all’allestimento di più liste, magari forti, con inserimento di candidati strategici in questa o quella compagine che si ispira a questo o quel personaggio più o meno noto. Fatto sta che il totonomi, come detto in altre occasioni, stenta a decollare, e si concentra essenzialmente su Cannizzaro e Princi. In alternativa, come suggestione per superare eventuali frizioni al tavolo della coalizione, sono tornati in auge altri nomi, sondati già in passato, e su tutti quello del rettore dell’Università Mediterranea Giuseppe Zimbalatti, che piace trasversalmente all’interno della coalizione.

Ma la chiamata a raccolta di Cannizzaro, come detto, potrebbe ancora riferirsi al solo programma. Che comunque non è poco. In una recente intervista rilasciata a questa testata proprio il leader azzurro aveva dichiarato che Forza Italia la sua parte la sta facendo e che sta lavorando già da tempo proprio sul programma che, a guardare la locandina, è di lungo respiro (anche per il candidato) e guarda al 2036.

«Reggio ha bisogno di una squadra forte, unita, pronta alle grandi sfide. Ecco perché ad indossare la maglia amaranto dobbiamo essere tutti» aggiunge nel suo post Cannizzaro, evocando quel 17 ottobre a Piazza Duomo, quando disse che era pronto a, metaforicamente, indossarla e "scendere in campo". «Non è solo una metafora prestata alla politica – si legge nel post -, significa assumersi una responsabilità, compattarsi ancora di più e lavorare insieme per il futuro della nostra Reggio». Insomma «ognuno è chiamato a fare la propria parte, con orgoglio e senso di appartenenza».

Insomma l’attesa cresce, e da ora in poi, se vogliamo anche per dare una risposta al centrosinistra che sta per indire le primarie per la scelta del candidato, non basterà fornire l’identikit del futuro sindaco. Serve un nome. Atteso che per dirla con Cannizzaro sul programma ci si è già portati avanti.