Il Comune di Montebello Jonico, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Montebello Jonico - Motta San Giovanni, ha celebrato la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rendendo omaggio ai Caduti di tutte le guerre, attraverso un programma di iniziative che ha saputo coniugare approfondimento storico, educazione civica e tradizionali momenti commemorativi.

Le celebrazioni si sono sviluppate in due giornate e hanno preso il via il 3 novembre, presso l’Aula conferenze della Scuola Secondaria di Primo Grado di Saline Joniche, con l’incontro dal titolo «I valori e i messaggi della ricorrenza del 4 novembre», che ha visto protagonisti gli studenti.

Dopo i saluti istituzionali della dirigente scolastica, dott.ssa Margherita Sergi, del sindaco Leonardo Suraci e del comandante della Stazione dei Carabinieri di Saline Joniche, maresciallo Silvia Delfino, l’iniziativa, introdotta dalla dott.ssa Antonietta Zaccuri, assessore alla Cultura, è entrata nel vivo con gli interventi dei relatori.

Il professor Andrea Filocamo, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha approfondito la nascita e il significato storico della ricorrenza, soffermandosi sul suo valore per l’identità nazionale. Il capitano Francesco Severi, comandante della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, ha proposto una riflessione sui valori e sui messaggi della Giornata, mentre il professor Bruno Pansera, dell’Università Mediterranea, ha concluso gli interventi con una relazione dal titolo «Guerra e pace: riflessi sul sistema economico e sociale».

Il 4 novembre le celebrazioni sono proseguite nelle diverse frazioni del territorio comunale con le tradizionali cerimonie di benedizione e deposizione delle corone d’alloro.

La prima tappa si è svolta alle ore 8.30 a Fossato Jonico, in via Quattro Novembre, con la benedizione impartita da don Santo Federico e la deposizione della corona presso il monumento ai Caduti. Alle 9.30 il momento commemorativo ha interessato Montebello Jonico, in via Belvedere, dove la benedizione è stata officiata da don Giovanni Zampaglione.

Una commemorazione che ha assunto un significato ancora più profondo attraverso le parole di don Giovanni Zampaglione, che ha trasformato il tradizionale omaggio ai Caduti in un'occasione di riflessione collettiva. I monumenti, infatti, non sono soltanto luoghi simbolici, ma custodiscono storie, volti e sacrifici di uomini che hanno perso la vita, lasciando un segno indelebile nelle proprie famiglie e nelle comunità di appartenenza.

Nel messaggio rivolto ai presenti, don Giovanni Zampaglione ha richiamato il valore autentico della memoria: «Questo non è un luogo solo di pietra, ma di carne, di storie e di sacrifici. Fare memoria non significa guardare con nostalgia al passato, ma assumersi una responsabilità per il presente».

Un invito a raccogliere l'eredità di quanti hanno sacrificato la propria vita per consegnare alle generazioni successive una Patria libera, unita e in pace. Un'eredità che, oggi più che mai, richiede l'impegno di tutti a diventare «artigiani di pace e custodi del bene comune».

Il sacerdote ha, inoltre, richiamato l'attenzione sui conflitti che non si manifestano soltanto nei teatri di guerra lontani, ma che possono trovare terreno fertile anche nella quotidianità: nell'indifferenza verso il prossimo, nelle divisioni delle comunità e nell'egoismo che compromette le relazioni umane. Da qui il richiamo alla corresponsabilità, alla solidarietà e alla cura del territorio, affinché ciascuno possa contribuire concretamente alla costruzione di una società fondata sul dialogo, sulla giustizia e sulla pace.

A Saline Joniche, a partire dalle 10.30, la comunità si è ritrovata in piazza Sac. Rocco De Franco per la benedizione della corona, impartita da don Danilo Nocera. Da qui ha preso avvio il corteo diretto verso piazza del Municipio, dove alle ore 11 si è svolta la solenne deposizione della corona d’alloro in memoria di tutti i Caduti.

Due giornate che l'Amministrazione comunale montebellese ha voluto dedicare soprattutto ai ragazzi, riconoscendo nella scuola e nelle nuove generazioni i destinatari principali di un messaggio di memoria, responsabilità e cittadinanza.

«Sono stati due giorni concepiti guardando ai ragazzi delle nostre scuole – ha dichiarato il sindaco Leonardo Suraci – li considero un piccolo mattoncino nel percorso di crescita di coloro che saranno gli adulti di domani, non soltanto anagraficamente, ma soprattutto come persone portatrici di principi sani, valori e buone maniere, capaci di distinguersi nelle attività e nei settori in cui sceglieranno di impegnarsi».

Il primo cittadino ha sottolineato l'importanza del dialogo con gli studenti e della trasmissione dei valori fondamentali per la costruzione della società futura: «Abbiamo guardato ai ragazzi e abbiamo parlato loro, riscontrando con piacere che hanno recepito messaggi importanti. Se sapranno metterli in pratica, insieme agli insegnamenti dei loro docenti e a quelli trasmessi quotidianamente dalle famiglie, potranno affermarsi come cittadini consapevoli e contribuire a guidare nel migliore dei modi la società di domani».

Un'attenzione particolare è stata riservata anche alla partecipazione degli alunni del plesso scolastico di Masella, che per la prima volta hanno preso parte a un'iniziativa commemorativa di questo tipo.

«Sono particolarmente contento - ha affermato il primo cittadino - che gli alunni del plesso di Masella abbiano potuto partecipare! Non essendoci nella loro borgata un monumento ai Caduti, in passato si è rischiato che la loro memoria e il loro coinvolgimento rimanessero in secondo piano. Questa volta abbiamo voluto garantire anche a loro la possibilità di esserci, predisponendo un servizio di trasporto con il pulmino comunale. I ragazzi hanno risposto con grande entusiasmo, realizzando un cartellone dedicato alla giornata e recitando la poesia “Soldati” di Giuseppe Ungaretti».

Ed è stato proprio il coinvolgimento dei più piccoli a regalare uno dei momenti più significativi della commemorazione. Le voci degli alunni, attraverso i celebri versi di Ungaretti, hanno riportato all'attenzione di tutti la fragilità della vita e il dramma della guerra, trasformando una poesia nata dall'esperienza delle trincee in un messaggio di pace affidato alle nuove generazioni.

Un gesto semplice ma significativo, che ha restituito centralità alla partecipazione di tutti gli alunni del territorio comunale, senza distinzioni legate alla provenienza territoriale.

La commemorazione del 4 novembre si è così trasformata in un'importante occasione educativa e comunitaria. Ricordare, infatti, non significa soltanto rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita, ma assumersi la responsabilità di custodirne l'eredità, trasmettendo alle nuove generazioni il valore della libertà, dell'unità nazionale e della pace. Perché la memoria del passato diventi consapevolezza nel presente e impegno concreto per un futuro nel quale gli orrori della guerra non abbiano più a ripetersi.