Conferenza stampa delle opposizioni a Palazzo San Giorgio: nel mirino incarichi, contributi e procedure accelerate tra Comune e Città Metropolitana. Duro affondo anche sulla gestione della società Castore
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«Nessun rispetto per il cosiddetto “mese bianco”». È un duro atto d’accusa quello lanciato dai gruppi di centrodestra a Palazzo San Giorgio contro l’amministrazione comunale uscente, finita nel mirino per una serie di nomine, assunzioni e provvedimenti adottati a ridosso delle elezioni comunali.
Nel corso di una conferenza stampa, i consiglieri di opposizione Federico Milia, Antonino Ripepi, Demetrio Marino, Massimo Ripepi, Giuseppe De Biasi, Antonino Maiolino, Mario Cardia e Angela Marcianò hanno parlato di «operazioni formalmente legittime sotto il profilo burocratico, ma eticamente inaccettabili», accusando la maggioranza di avere accelerato procedure e incarichi nelle ultime settimane di consiliatura.
Tra i casi citati dal centrodestra c’è quello relativo al collegio sindacale di ATAM, con la nomina definita «lampo» di due componenti. Critiche anche alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, dove – secondo l’opposizione – sarebbe stato predisposto «un bando lampo chiuso a ridosso delle scadenze istituzionali», con incarichi che resterebbero in vigore per i prossimi tre anni.
Nel mirino anche la sostituzione di un componente dello staff del sindaco, avvenuta – sostengono i consiglieri – «a meno di due settimane dal voto». «Un nuovo contratto firmato con soldi pubblici per appena dieci giorni di mandato», hanno attaccato.
Le opposizioni contestano inoltre la tempistica di alcuni contributi destinati allo sport e alle associazioni cittadine. «Mentre le pratiche dei cittadini restano ferme nei cassetti, in appena quattro giorni l’amministrazione ha sbloccato 120 mila euro di contributi», hanno dichiarato, parlando di una «corsia preferenziale straordinaria» attivata a ridosso delle urne.
Altro tema affrontato riguarda la gestione del personale della Città Metropolitana. Secondo il centrodestra, una modifica urgente della macrostruttura dell’ente avrebbe consentito convenzioni rapide con alcuni comuni della provincia, tra cui Bovalino, favorendo l’immissione in ruolo a tempo indeterminato di tre istruttori amministrativi e tecnici. Contestata anche «la promozione a dirigente di un ex funzionario attraverso un concorso lampo».
L’affondo più duro riguarda però la società partecipata Castore e quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio comunale. L’opposizione parla di «cinque ore di attesa per un bluff», sostenendo che l’amministrazione avrebbe tentato un intervento in extremis sui contratti dei lavoratori senza gli strumenti amministrativi necessari.
«La legge e i regolamenti imponevano di programmare piani industriali e contratti nei dodici mesi precedenti la scadenza – hanno dichiarato i consiglieri – ma non è stato fatto nulla». Secondo il centrodestra, la promessa di una proroga contrattuale fino a fine anno si sarebbe rivelata impraticabile poiché «la delibera non era prevista dal regolamento» e mancava il parere obbligatorio del dirigente competente.
«Cinque ore di stallo per arrivare a una mozione destinata comunque a decadere con la fine della consiliatura», hanno concluso gli esponenti dell’opposizione, accusando l’amministrazione di avere trasformato le ultime settimane di mandato in una stagione di «provvedimenti accelerati e politicamente opportuni».

