«A Platì, negli ultimi mesi, si registra un marcato arretramento della trasparenza amministrativa, con segnali sempre più evidenti di un funzionamento istituzionale che si allontana dagli standard di chiarezza e correttezza dovuti ai cittadini. Che in termini tecnici, tutto ciò si traduce in un progressivo indebolimento degli strumenti che garantiscono la vita democratica e civile del paese». È quanto denuncia in una nota il consigliere comunale di Platì, Nicola Foti.

«Tra documenti non resi disponibili nei tempi dovuti e atti che si susseguono senza motivazioni chiare, adeguate e complete, si sommano revoche improvvise che finiscono per generare un quadro amministrativo già di per sé incerto.

Perciò, in un contesto che mette a rischio il corretto funzionamento della vita democratica e in una fase segnata da un evidente arretramento della trasparenza, non è più possibile restare inermi.

La revoca dell’avviso di convocazione del Consiglio del 23 febbraio 2026, formalizzata il 16 marzo, incide sulle prerogative dei Consiglieri e richiede piena trasparenza.

L’articolo 43 del Tuel garantisce un diritto immediato di accesso agli atti: ogni ritardo o “smarrimento” è una chiara violazione di legge.

Allo stato attuale, tali criticità risultano ancor più gravi alla luce della mancata istituzione della “Commissione Controllo e Garanzia”, organo deputato alla vigilanza sulla trasparenza e sulla correttezza dell’azione amministrativa.

La sua assenza aggrava ulteriormente la situazione, lasciando un vuoto istituzionale non più tollerabile.

Per queste ragioni sarà presentata una richiesta di accesso agli atti, così da chiarire le motivazioni della revoca e ristabilire legalità e trasparenza.

Nella speranza che la Commissione Controllo e Garanzia venga attivata prima della fine del mandato, così da poter svolgere almeno una parte delle funzioni per cui essa è prevista», conclude il consigliere comunale di Platì, Nicola Foti.