Il centrosinistra reggino prova a compattarsi attorno allo strumento delle primarie in vista delle elezioni comunali di fine maggio. Un passaggio che per AVS, che federa Sinistra Italiana ed Europa Verde, non è solo organizzativo, ma profondamente politico.

A sottolinearlo è Demetrio Delfino, segretario metropolitano di Sinistra Italiana-Avs, che ricorda come la proposta delle primarie fosse stata avanzata fin dall’inizio del confronto nel campo largo: «Non per prenderci meriti che non abbiamo, ma avevamo detto da subito che le primarie erano l’unico metodo per scegliere il candidato sindaco. Non possono essere quattro o cinque segretari di partito a decidere. Bisogna investire il popolo del centrosinistra».

Per Delfino il punto centrale è la partecipazione. «Negli ultimi anni si è creata una distanza tra politica e cittadini. Le primarie sono uno strumento per riavvicinare le persone, non solo gli addetti ai lavori. Non è una questione interna ai partiti, ma un passaggio che deve coinvolgere la città».

Il segretario metropolitano di Sinistra italiana-Avs insiste anche sull’aspetto strategico: anticipare la campagna elettorale e consolidare la coalizione. «Le primarie ci consentono di partire prima, di discutere contenuti, programmi, visioni. E soprattutto cementificano la coalizione. Il patto che abbiamo sottoscritto è chiaro: chi vince le primarie sarà sostenuto da tutti, senza se e senza ma».

Un “patto d’onore”, lo definisce più avanti, che dovrebbe blindare il fronte progressista in vista del confronto finale con il centrodestra.

I tempi sono stretti – meno di tre mesi al voto – ma AVS non vede criticità. Il regolamento consente la candidatura a chi raccoglie 150 firme entro i termini previsti. «C’è ancora tempo per presentarsi – spiega Delfino – e come Alleanza Verdi e Sinistra Italiana intendiamo invitare tutti i candidati a un confronto pubblico. Ascolteremo le proposte e poi decideremo chi sostenere. Mi sembra la cosa più democratica».

Sul clima interno, Delfino ammette che qualche “rumoreggiamento” c’è stato, soprattutto dopo le prime indicazioni circolate sui possibili candidati, ma invita alla prudenza: «È una fase delicata. Le primarie servono proprio a chiarire, non a dividere».

Sulla stessa linea Gerardo Pontecorvo, coordinatore metropolitano di Europa Verde, che ricostruisce il percorso della coalizione: «La decisione delle primarie è stata condivisa da tutto il campo largo dopo mesi di confronto. Si è tentata la strada del candidato unitario per evitare questo passaggio, ma non essendoci stata una convergenza si è scelto di restituire la parola ai cittadini».

Pontecorvo chiarisce anche un punto politico: «Non bisogna dire che esistono già candidati ufficiali del centrosinistra. Ci sono indicazioni, certo, ma saranno le primarie a determinare il candidato unitario. Possono partecipare tutti i cittadini che si riconoscono nel progetto di coalizione».

Europa Verde, al momento, non esprime un sostegno preventivo. «Non appoggiamo ora uno dei nomi in campo. Valuteremo le proposte. E come previsto dal patto di coalizione sosterremo il vincitore delle primarie. Questo è l’impegno».

Infine il confronto, neppure troppo velato, con il metodo adottato dal centrodestra. «Diversamente da chi sceglie dall’alto – osserva Pontecorvo – noi passiamo attraverso una selezione aperta. È un sistema più democratico. E alla fine il candidato che vincerà sarà il candidato di tutti».

Nel campo progressista reggino la partita è dunque aperta. Ma la linea condivisa, almeno su un punto, appare netta: prima il confronto pubblico, poi la scelta collettiva. E solo dopo la sfida elettorale.