Primi mal di pancia al tavolo dell’interpartitica convocata per oggi alle 17. In discussione il metodo utilizzato dal Partito democratico, dopo che la discussione era stata congelata per un confronto più ampio
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Venti di tempesta non solo a livello meteorologico su Reggio Calabria. Fra poco meno di un’ora la Federazione metropolitana del Partito democratico tornerà ad ospitare l’interpartitica del centrosinistra con all’ordine del giorno un punto già noto: le primarie e la loro indizione. Un diktat arrivato direttamente dal Nazareno sul finire della scorsa settimana, ma che ora deve mettere d’accordo tutti. Un compito non facile quello di Peppe Panetta, segretario metropolitano del Pd, che evidentemente troverà una certa resistenza.
Almeno questo è quello che si intuisce leggendo le note alquanto polemiche diffuse proprio a ridosso della riunione dai Repubblicani e da Casa Riformista Italia viva.
In particolare Gabriella Andriani, segretaria provinciale dell’Edera, esprime «forte rammarico sul metodo adottato per la gestione del tavolo politico». L’insoddisfazione è cresciuta nelle ultime ore, da quando cioè è stata confermata l’indiscrezione data da questa testata con l’aggiunta della scelta di Mimmetto Battaglia, attuale sindaco ff, quale candidato del Pd.
«Nel corso delle riunioni interpartitiche – scrive Andriani - avevamo proposto una candidatura autorevole e illustre della città, il dottor Filippo Bova, espressione di un progetto di rinnovamento, con l’obiettivo di costruire una sintesi condivisa ed unitaria tra la pluralità delle forze del centrosinistra, politiche e civiche. All'ultima riunione si era stabilito di continuare la discussione (candidato unico e/o primarie), allargata alle forze civiche, per cui tutti i componenti il tavolo, si sono consegnati al silenzio, in attesa della nuova convocazione».
Da qui le doglianze repubblicane: «Abbiamo invece, improvvisamente, appreso dalla stampa la decisione del PD di procedere con le primarie, indicando il Sindaco facente funzione Battaglia, come proprio candidato ma, liquidando la proposta del dottor Bova, come una “paventata ipotesi”. Ancora dalla Stampa si è appreso che le primarie, stabilite per il 15 marzo, sarebbero una sorta di “derby” tra Battaglia ed il candidato civico Canale. Dunque – si domanda Andriani - la rosa dei nomi su cui si era avviata la discussione: Nucera, Pazzano, Milana, Versace è sparita? Anche loro come il dottor Bova, una semplice ipotesi? Ebbene, questi sono metodi che non rispettano il confronto tra alleati e svuotano il tavolo politico della sua funzione».
Insomma per i Repubblicani le decisioni strategiche si discutono nelle sedi opportune, e non si annunciano unilateralmente ai giornali. Pertanto, il Pri ribadisce la propria disponibilità al dialogo, «ma nel rispetto della pari dignità politica, delle regole democratiche e delle persone. L’unità si costruisce con il confronto vero, non con atti unilaterali. Tuttavia, con senso di responsabilità – conclude la nota - si auspica di poter addivenire ad una soluzione condivisa da tutto il centrosinistra».
Dello stesso tenore la nota diffusa da Casa Riformista – Italia Viva di Reggio Calabria, secondo cui le determinazioni del Pd «se da un lato contribuisce a superare alcune contraddizioni, dall’altro non risolve i nodi politici ancora aperti in merito alla scelta del candidato, che dovrà necessariamente misurarsi con le diverse opzioni in campo». Casa Riformista – Italia Viva continua quindi a ritenere prioritaria «la costruzione di una candidatura unitaria, capace di coniugare discontinuità e coesione, evitando i contrasti e gli strascichi che spesso accompagnano le primarie». L’incontro odierno dovrà dunque assumersi la responsabilità di «ricercare una sintesi politica che, ad oggi, non è stata ancora raggiunta. Una sintesi che non può essere compromessa da fughe in avanti su posizioni non pienamente condivise da tutte le forze che hanno scelto di affrontare insieme, per vincerla, la sfida delle prossime elezioni».

