Sarà una settimana importante quella che si apre oggi guardando alle elezioni comunali di primavera. Dopo la scorpacciata forzista che nel giorno di San Valentino ha messo sul tavolo del centrodestra, e nelle intenzioni di Francesco Cannizzaro della città, un programma di dieci punti a lunga scadenza, adesso si attendono segnali anche dal centrosinistra allargato che sta per varare, almeno questa la narrazione fin qui, lo strumento delle primarie.

Sembra che le due coalizioni si stiano annusando, quasi spiando, visto che entrambe non hanno ancora indicato il candidato a sindaco. Anche per questo è difficile in questa fase dire chi sia “più avanti”. Nonostante possa sembrare scontato dire che la partita sia già indirizzata – lo stesso segretario regionale azzurro parla di «agnello sacrificale» quando parla degli avversari – è vero che in fin dei conti la situazione appare speculare tra le due coalizioni.

Forza Italia, non il centrodestra, ha presentato un programma ma ha rinviato ancora una volta alle sudate maglie amaranto lo spettro di un candidato che ancora non ha un volto chiaro. Tanto che a furia di ripeterlo, il mantra della disponibilità di Cannizzaro, sembra diventare una minaccia. Gli alleati hanno sostanzialmente lasciato il via libera agli azzurri che adesso però non possono sbagliare il colpo. Perché tutti sono concordi sul fatto che se il candidato è Cannizzaro la partita è chiusa senza se e senza ma. Ma se non sarà lui, dovrà essere una personalità altrettanto gradita – Giusy Princi? -, altrimenti tutti sono legittimati a ritornare in gioco. Un gioco che inevitabilmente si incrocerà con gli altri scenari elettorali aperti, a Crotone, come per la sua Provincia e quella di Cosenza, senza dimenticare la partita regionale dell’allargamento della giunta.

Cannizzaro ha quindi provato a bruciare i tempi del programma, prendendo ancora tempo sul candidato. Presentando una visione di città proiettata al futuro, che vuole lavorare per migliorare l’erogazione e la fruizione dei servizi essenziali (promessa anche una riduzione delle tasse) senza rinunciare ad opere, se vogliamo, anche iconiche. La cabinovia, l’intubata sul Lungomare che sostanzialmente sposa il masterplan in definizione, il paventato allargamento dell’aeroporto e la riqualificazione del Porto, insieme agli ormeggi immaginati davanti al Lungomare, disegnano una città ambiziosa che vuole imporsi al centro del Mediterraneo. «Ci vogliono tempo e risorse» ha ripetuto più volte Cannizzaro, dicendosi certo che i soldi si troveranno. L’elemento strategico è probabilmente la richiesta di inserire Reggio Calabria tra le missioni del “Piano Mattei”, ma la città dovrà farsi trovare già pronta per raccogliere la sfida. Resta dunque in piedi la domanda circa la realizzabilità, seppur in un tempo lungo, dell’ambizioso programma. Insomma, non basteranno i “soliti” emendamenti. Ed è qui che Cannizzaro prova a rassicurare proponendo anche una riorganizzazione profonda degli uffici comunali. La sfida, non solo agli avversari, ma anche allo stesso centrodestra è lanciata.

Il centrosinistra da parte sua continua a discutere. La strada delle primarie indicata dal Partito democratico non convince tutti. Proprio per questo la riunione prevista per sabato è stata rinviata ad oggi anche per permettere ad alcune forze un confronto supplementare per capire se ci sono le condizioni per proporre al tavolo del centrosinistra un candidato unitario. Il dilemma d’altra parte rimane questo. Primarie o candidato unitario. Il fronte è tutt’altro che compatto, con i Cinquestelle che se la farebbero digerire, e Casa Riformista Italia viva e Repubblicani che hanno spinto per una ipotesi unitaria targata Filippo Bova che di primarie non ne vuol sentir parlare. Così, accusano alcuni, si vuole limitare la corsa a due candidati, al secolo il sindaco facente funzioni Mimmetto Battaglia, naturalmente in quota Pd e la proposta civica di Massimo Canale con Onda Orange. Giorni fa il segretario metropolitano dem, Giuseppe Panetta, parlando ai nostri microfoni ha provato a sgombrare il campo da un simile scenario. «Non ho strumenti, né di ordine politico né di ordine regolamentare, per limitare la consultazione a due candidati. Anzi, io invito Anna Nucera, il dottore Filippo Bova, Carmelo Versace, Giovanni Muraca a candidarsi. È giusto che ci sia una competizione vera, più partecipazione c’è e più sarà una bella esperienza di entusiasmo, di coinvolgimento della città intorno alla scelta».

Insomma i nomi sul tavolo del centrosinistra, allargato, ci sono pure, e sono spendibili tanto in proiezione primarie quanto in direzione di un candidato unitario, ma manca il metodo. E non è un dettaglio, visto che se saranno primarie, si dovranno necessariamente concludere entro il 15 marzo per evitare incroci pericolosi con il referendum di giorno 22, e quindi col rischio di ritardare ulteriormente la scelta. Se sarà oggi il giorno lo sapremo solo tra qualche ora.