«Apprendiamo dai giornali che la coalizione di centrosinistra ha presentato un “Manifesto dei Valori” che traccia il progetto politico della coalizione per il futuro di Reggio.

Nel documento – sottolinea Italo Palamara, presidente di Reggio Futura – si fa riferimento a valori come “legalità, trasparenza, rigore morale” oltre che al principio di “uguaglianza” considerato “una vera bussola amministrativa”.

Bene, in proposito, vorremmo rammentare a tutti i reggini che già in passato il centrosinistra si è riempito la bocca di belle parole su trasparenza, rigore morale e rispetto delle regole: accadde alla conferenza di presentazione del “Codice Etico”, anche se in quel caso si adottò la metafora della “stella polare” anziché quella della “bussola”. Ricordate poi come finì? Quel codice etico fu calpestato sotto i piedi alla prima occasione utile, con Falcomatà che dopo la sua condanna in primo grado si guardò bene dal dimettersi, così come gli imponeva in quel momento il codice etico da lui stesso voluto e approvato. E reiterò quella violazione anche dopo la condanna in appello.

Dunque oggi Reggio Futura vuole mettere in guardia la cittadinanza da ulteriori prese in giro, perché dopo oltre un decennio di fuffa e di belle parole seguite sempre dal nulla cosmico o, peggio ancora, da disastri amministrativi, Reggio merita finalmente di voltare pagina: il centrosinistra ha amministrato il Comune nelle ultime due consiliature e dunque, piuttosto che spiegare ai reggini cosa vuole fare per ricostruire la città, dovrebbe spiegare perché l’ha distrutta, portandola a un livello di degrado e di invivibilità che non si era mai visto prima d’ora. E questo è un dato di fatto inconfutabile confermato da tutte le classifiche sulla qualità della vita che ormai da troppi anni ci posizionano costantemente agli ultimi posti della classifica.

Per ben due volte i reggini hanno dato fiducia a chi poi ha dimostrato di non meritarla. Viste le catastrofiche conseguenze, farlo per la terza volta sarebbe un vero e proprio peccato mortale», conclude Italo Palamara, presidente di Reggio Futura.