«L'attenzione sulle circoscrizioni – una cosa normale che passa per storica – rischia, paradossalmente, di fare dimenticare il motivo per cui le circoscrizioni nascono: avvicinare l'amministrazione alla cittadinanza. Bene: questa distanza a Reggio Calabria resta abissale. In primo luogo perché nessuno degli istituti di partecipazione del Comune è davvero mai stato attivato e la cittadinanza resta fuori dalla vita dell'amministrazione. Quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello di un'amministrazione di centrosinistra è, invece, la ferita più evidente». Così in una nota il movimento politico reggino La Strada.

«Nel 2024 abbiamo fatto emendare con Saverio Pazzano il regolamento per il funzionamento delle commissioni consiliari, in modo che ogni riunione venisse registrata e caricata sul sito del Comune per consentire la visione a chiunque volesse conoscere argomenti e attività della vita della propria città. Solo un anno dopo il Regolamento è passato in Consiglio comunale per l'approvazione, ma è ancora disatteso. I cittadini, le associazioni, i corpi intermedi per conoscere lo stato dei lavori delle commissioni consiliari devono farlo attraverso qualche consigliere comunale o con accesso agli atti. Siamo cioè, sempre, in una situazione di sudditanza».

«Il Comune – e cioè i cittadini – ha speso decine di migliaia di euro per adeguare tecnologicamente le aule del consiglio comunale, proprio per consentire la realizzazione di quanto espresso dal Regolamento. Risultato? Zero. Ancora nulla si muove, tutto continua come prima. Gli ordini del giorno non sono pubblicati e neppure i lavori né gli atti. Ad esempio, se la registrazione delle riunioni di Commissione Affari Istituzionali sul regolamento istitutivo delle circoscrizioni fosse stata resa disponibile sul sito del Comune, chiunque avrebbe potuto visionarla e conoscere nel dettaglio le posizioni dei consiglieri e l’andamento della discussione. Anche in questo caso, ciò non è stato possibile».

La Strada si dissocia «decisamente da questa ennesima costosissima inadempienza e rimarca la necessità di portare Reggio Calabria all'anno corrente, mettendola a passo con tutti i Comuni d'Italia, in cui i lavori delle commissioni consiliari – che hanno, anch'esse, importanti costi giornalieri – sono tempestivamente messi pubblicamente a disposizione della città. Si facciano le cose normali, questo sì che sarebbe fare la Storia».