Duro intervento del segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria contro le dichiarazioni di Massimo Canale sui dieci punti programmatici presentati da Francesco Cannizzaro. Nel mirino anche l’attuale amministrazione e quella che definisce l’ideologia “rosso-arancione”.
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Massimo Ripepi, segretario regionale di Alternativa Popolare Calabria, interviene duramente contro Massimo Canale, dopo le critiche rivolte al programma di sviluppo illustrato nei giorni scorsi dall’on. Francesco Cannizzaro a Palazzo Campanella.
«Il pericoloso virus politico amministrativo “Red-Orange-D” ci perseguita. Le
ultime dichiarazioni di Massimo Canale non sono solo preoccupanti, ma confermano come l’ideologia della sinistra continui a voler dettare l’agenda di chi vorrebbe amministrare la nostra città», afferma Ripepi.
Il riferimento è ai dieci punti programmatici presentati da Forza Italia per il rilancio di Reggio Calabria. Secondo il segretario di Alternativa Popolare, le critiche di Canale rivelerebbero «pochezza e invidia di chi non possiede una visione e preferisce affossare i sogni di gloria dei reggini».
Ripepi traccia un parallelismo con l’attuale gestione amministrativa: «Canale dimostra di essere della stessa pasta di Paolo Brunetti: una visione politica che sembra voler condannare Reggio alla Serie D perpetua, non solo nel calcio ma nella dignità civile».
Nel suo intervento cita anche Italo Falcomatà, distinguendo tra quella che definisce «la storia di comunisti veri e onesti che diedero lustro alla città» e l’attuale classe dirigente, ritenuta responsabile di «dodici anni di disastro».
Ampio spazio viene dedicato alla figura dell’on. Francesco Cannizzaro, indicato come garante politico del programma: «Una leadership dura da digerire per i competitor, ma la storia lo annovera come il parlamentare che ha portato più risorse di tutti nella storia reggina», sostiene Ripepi, aggiungendo che «commentare con toni livorosi quel programma significa autocertificare la propria inferiorità politica e ideologica».
Il segretario di Alternativa Popolare parla poi di «una patologia politica» e di un sistema «che ha già distrutto il tessuto sociale della nostra città», accusando Canale di essere «l’erede naturale del disastro degli ultimi dodici anni».
In chiusura, lancia la sfida per la campagna elettorale: «La Reggio del futuro si costruisce con il coraggio e con i fatti. Noi non arretreremo di un millimetro. La città merita la Serie A e non si farà più infettare dal pessimismo rosso-arancione».

