I dem reggini: «Non possono sempre essere i cittadini a rimetterci di tasca propria»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
La Federazione metropolitana del Pd di Reggio Calabria esprime forte preoccupazione per la nuova ondata di sanzioni nei confronti dei medici di medicina generale, emersa anche dagli organi di stampa.
Una situazione che rischia di scaricare ancora una volta sui professionisti responsabilità che derivano invece da criticità strutturali del sistema sanitario regionale, già ampiamente denunciate dal Pd in più occasioni. Una sanità fragile, segnata da carenze organizzative, ritardi e mancanza di programmazione, che non può essere ulteriormente indebolita colpendo chi quotidianamente garantisce un presidio essenziale sul territorio.
«Non è accettabile - dichiara il segretario metropolitano del Pd, Peppe Panetta - che si continui a individuare nei medici di base il capro espiatorio di un sistema che presenta evidenti falle organizzative. I medici rappresentano il primo punto di contatto tra cittadini e sanità pubblica e svolgono un ruolo fondamentale, spesso in condizioni difficili e con carichi di lavoro crescenti. Ma c’è un altro aspetto ancora più grave – prosegue Panetta – ed è quello che riguarda direttamente i cittadini. Quando il sistema non funziona, quando l’assistenza territoriale è carente o rallentata, sono i cittadini a pagare il prezzo più alto, costretti sempre più spesso a rivolgersi al privato e a mettere mano al proprio portafoglio per ottenere prestazioni che dovrebbero essere garantite dal servizio pubblico».
«Prima di parlare di sanzioni - prosegue Panetta - sarebbe necessario interrogarsi sulle responsabilità di chi governa la sanità calabrese e sulle condizioni in cui i professionisti sono costretti ad operare. Servono investimenti, riorganizzazione dei servizi territoriali e una reale valorizzazione della medicina di base, non provvedimenti punitivi che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione».
Il Pd metropolitano ribadisce la necessità di un cambio di passo nella gestione della sanità regionale, a partire da un confronto serio con i medici e con tutte le figure del sistema sanitario.
«La salute è un diritto e non un terreno di scontro o propaganda - conclude Panetta -. Difendere i medici significa difendere i cittadini e la qualità dei servizi. È tempo che la Regione e il centrodestra si assumano fino in fondo le proprie responsabilità».

