«In Calabria per una visita si aspettano mesi, per un esame spesso bisogna mettere mano al portafoglio e troppi cittadini sono ancora costretti ad andare fuori regione per curarsi. Poi scopriamo che, nella stessa sanità, il TAR deve intervenire su un appalto da oltre 37 milioni di euro perché la verifica sulla sostenibilità dell’offerta non è stata svolta adeguatamente. È inevitabile chiedersi: chi ne risponde?».

Lo dichiara il Vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, commentando la sentenza con la quale il TAR Calabria ha annullato l’aggiudicazione dell’appalto per i servizi di pulizia e sanificazione dell’ASP di Cosenza, disponendo la riedizione del procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.

L’appalto era stato aggiudicato al raggruppamento guidato da Team Service, società riconducibile al senatore di Forza Italia Claudio Lotito.

«La sentenza non parla di favoritismi e non sarò certamente io a inventarli – precisa Ranuccio – ma dice qualcosa di molto serio. Il TAR ha ritenuto viziato per difetto di istruttoria e di motivazione il giudizio di congruità espresso dall’ASP, soprattutto con riferimento al costo del lavoro».

Nell’offerta era stato considerato un incremento del costo della manodopera del 3%, mentre nel corso della procedura era intervenuto il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che ha previsto un aumento delle retribuzioni tabellari del 16,6%. Il TAR ha rilevato che la verifica avrebbe dovuto tenere conto della sostenibilità economica dell’offerta per l’intera durata dell’appalto, prevista fino al 2029. I giudici hanno inoltre riscontrato carenze istruttorie sulla copertura economica di altre prestazioni e tecnologie comprese nell’offerta.

«C’è poi un paradosso che non può passare inosservato – prosegue il Vicepresidente –. In Calabria i medici vengono chiamati a rispondere quando una prescrizione supera i tetti di spesa. Si controlla tutto e si chiede conto anche del singolo euro. Poi parliamo di un appalto da 37 milioni e deve arrivare il TAR ad annullare l’aggiudicazione perché una verifica così importante non è stata fatta come avrebbe dovuto. Non possiamo essere inflessibili con un medico per una prescrizione e distratti quando sul tavolo ci sono decine di milioni di euro. Claudio Lotito è un senatore di Forza Italia, lo stesso partito del presidente Occhiuto, ed è certamente una figura ben nota ai vertici del centrodestra calabrese. Le amicizie politiche sono legittime e nessuno le mette sotto processo. Ma proprio per questo, quando ci sono di mezzo 37 milioni di euro della sanità calabrese, servono ancora più trasparenza, rigore e controlli. Il presidente Occhiuto – conclude Ranuccio – ci racconta da anni una sanità che cambia. I calabresi, però, continuano ad aspettare visite, esami e medici e troppo spesso sono costretti a partire per curarsi altrove. Su questa vicenda è necessario chiarire fino in fondo cosa sia accaduto e se vi siano responsabilità. La sanità non è un bancomat. È un diritto».