Fabio Roscioli come «risorsa» per Reggio, la vertenza dei tirocinanti ministeriali e un rapporto con la Calabria che punta a rafforzarsi attraverso nuovi appuntamenti internazionali. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani affronta alcuni dei dossier più delicati per il territorio reggino e calabrese, partendo dalla scelta di Roscioli come proposta di riferimento per il territorio. Più che un appello al voto l’intervista concessa a LaC News24 a poche ore dal termine della campagna elettorale è un’analisi proiettata al futuro. 

⁠Roscioli è la proposta di Cannizzaro per il territorio. Una scelta che, soprattutto inizialmente, ha fatto discutere per la sua non-regginità. Lei l'ha condivisa subito?
«L’ho condivisa fin dal primo momento e sostenuta con convinzione. Fabio non è solo un professionista di altissimo livello con rare qualità personali di affidabilità e interlocuzione, in grado di affrontare e risolvere anche le situazioni più complesse grazie alla sua autorevolezza. Ma è anche persona di straordinaria esperienza e grande rete di relazioni nelle istituzioni. Quello che a prima vista può sembrare un limite, il suo non essere un reggino di nascita, è in realtà un a-tout, perché in quanto parlamentare che rappresenta il territorio il suo compito, la sua missione, sarà quella di portare a Roma, per i mesi che mancano prima di tornare al voto nazionale, le richieste e le esigenze dei reggini e fare in modo che abbiano risposte concrete e tempestive. Inoltre, anche se ancora non è emerso pubblicamente, Roscioli ha una lunga e capillare esperienza sul territorio e una conoscenza approfondita delle amministrazioni locali e in generale di Forza Italia. È, infine, una persona estremamente equilibrata e attenta alle necessità di chiunque, naturalmente capace di relazionarsi con qualsiasi persona o categoria, e credo che in questo abbia una parte rilevante anche la sua estrazione familiare imprenditoriale a contatto col pubblico. Non lo dice spesso, ma porta in sé l’orgoglio di discendere da una storica famiglia di fornai a Roma. E anche da questo derivano il suo buon senso e la sua grande umanità».

In un'uscita pubblica recente, Cannizzaro e Roscioli hanno detto che stanno già lavorando insieme per sbloccare uno dei "dossier romani" più delicati del nostro territorio: la questione tirocinanti. In tal senso, qual è l'impegno suo e del Governo su questo fronte così complesso che riguarda l'occupazione di tanti padri e madri di famiglia calabresi?
«Quella dei tirocinanti ministeriali è una questione aperta che Forza Italia considera assolutamente prioritaria e che di fatto, proprio grazie al lavoro portato avanti in continuità e sinergia tra FI in Calabria, Cannizzaro e i nostri parlamentari ed esponenti di governo a Roma, è già avviata a soluzione grazie ad alcuni pareri positivi che erano indispensabili e adesso ci sono. È solo una questione di tempi e Roscioli rappresenta sicuramente la risorsa giusta per accompagnare positivamente questa vertenza al traguardo. Da parte nostra, del governo e del partito, posso garantire che continua il nostro massimo impegno, da Reggio a Roma. Lo dobbiamo a tanti calabresi che lavorano e che aspettano nient’altro che una prospettiva di serenità e stabilità che meritano e dev’essergli riconosciuta. Con Roscioli in Parlamento, riuscirci sarà più facile. E Forza Italia, a ogni livello, ce la metterà tutta».

⁠Lei, sia da ministro del governo Meloni sia in precedenza, è venuto in visita in Calabria tante volte, dimostrando grande attenzione a questa terra. In tutti questi anni ha visto realmente cambiare Reggio e la Calabria e la loro narrazione a livello nazionale? E a cosa si deve la sua particolare sensibilità nei confronti di questa regione?
«Sì, ho visto cambiare Reggio e la Calabria. E ho voluto che cambiasse anche lo sguardo del mondo su questa terra. Nel luglio 2024 abbiamo portato qui il G7 del Commercio: i ministri delle grandi economie si sono riuniti tra Reggio e Villa San Giovanni, hanno conosciuto il porto di Gioia Tauro e hanno adottato la Dichiarazione Calabria. È stata una scelta politica: mettere il Mezzogiorno al centro delle rotte commerciali del Mediterraneo. La mia attenzione per questa regione nasce dalla convinzione che abbia molto più da offrire di quanto le venga riconosciuto. Penso alla sua posizione strategica, ma anche alle imprese, ai giovani e alla qualità delle sue università. Per questo torneremo a Reggio con la Conferenza degli Addetti Scientifici e Spaziali e degli Esperti Agricoli della nostra rete diplomatica. Posso annunciare che il 5 novembre si terrà la prima riunione. Arriveranno gli addetti scientifici che lavorano nelle nostre sedi all’estero; parleremo di intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, spazio, agroalimentare e start-up. Vogliamo creare legami concreti tra la ricerca calabrese e le opportunità globali. Il G7 ha mostrato che Reggio sa accogliere il mondo. Adesso vogliamo aiutare le sue idee a raggiungerlo».