FOTO | L'iniziativa, promossa dal Consiglio regionale della Calabria in collaborazione con l'Associazione fra ex Consiglieri regionali della Calabria, intende rendere omaggio a una pagina significativa della storia istituzionale calabrese
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«Il 22 giugno 1971 la massima Assemblea legislativa della Calabria riacquistava piena dignità e agibilità democratica, superando una stagione di profonde lacerazioni sociali e territoriali. I Consiglieri della Prima Legislatura (1970 -1975), animati da alto senso delle Istituzioni, seppero anteporre il bene comune a ogni divisione, ispirati alla lungimirante visione dell'on. prof. Antonio Guarasci Presidente della Regione Calabria e al rigoroso impegno dell'on. avv. Mario Casalinuovo Presidente del Consiglio regionale della Calabria».
È l’incisione che campeggia sulla targa ricordo scoperta questa mattina, nel corso di una sobria ma sentita celebrazione, nel Transatlantico di Palazzo Campanella, alle spalle dell'Aula “Giuditta Levato”, dove si è voluto commemorare il 55° anniversario della prima seduta del Consiglio regionale della Calabria tenutasi a Reggio Calabria il 22 giugno del 1971, in un periodo di forti tensioni sociali dettate dalla scelta di assegnare il capoluogo della regione a Catanzaro. Proprio per quei motivi quella seduta rappresentò un passaggio fondamentale nella storia del regionalismo calabrese e la cerimonia promossa dal Consiglio regionale della Calabria in collaborazione con l'Associazione fra ex Consiglieri regionali della Calabria, ha inteso rendere omaggio a una pagina significativa della storia istituzionale calabrese e a quanti contribuirono alla nascita e al consolidamento dell'autonomia regionale.
«Oggi scopriamo una targa che richiama una pagina particolarmente significativa della nostra storia – ha esordito il presidente Salvatore Cirillo -. Non celebriamo semplicemente una ricorrenza, ma come è scolpito nel testo della targa che abbiamo appena svelato, quel giorno la massima Assemblea legislativa della Calabria riacquistava la sua piena dignità e la sua agibilità democratica, lasciandosi alle spalle una stagione di profonde tensioni sociali e territoriali che aveva segnato la nostra regione. Dopo le divisioni e le ferite di quegli anni, quella seduta rappresentò un momento di ricomposizione istituzionale e civile, l’avvio di un cammino condiviso che rimetteva al centro il dialogo, la rappresentanza democratica e l’unità della Calabria. Fu un momento nel quale uomini provenienti da esperienze politiche diverse seppero anteporre il bene comune alle divisioni. Contribuirono a costruire un percorso istituzionale fondato sul dialogo, sulla rappresentanza e sulla responsabilità. Un percorso che non si è interrotto e che prosegue ancora oggi».
Quello di Cirillo è quindi un richiamo alla continuità delle istituzioni e alla responsabilità di chi oggi ha il compito di rappresentare i cittadini calabresi. «In questi mesi ho più volte affermato che il Consiglio regionale deve essere sempre più la casa dei calabresi. Credo che il modo migliore per onorare chi ci ha preceduto sia proprio questo: rendere le istituzioni più vicine ai cittadini, più aperte ai territori e più capaci di ascoltare. A cinquantacinque da quella storica seduta, il nostro compito rimane identico nei valori e rinnovato nelle sfide: rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, custodire la memoria di chi seppe unire la Calabria in un momento difficile e continuare a costruire, attraverso il confronto democratico e il rispetto delle istituzioni, una Calabria sempre più unita, consapevole e protagonista del proprio futuro».
Alla cerimonia hanno partecipato i familiari dei consiglieri regionali della Prima Legislatura con la presenza anche di tre diretti protagonisti di quella storica seduta inaugurale: Armando Algieri, Luigi Cirillo e Sergio Scarpino. Insieme al presidente Cirillo, invece, c’era il presidente dell'Associazione fra ex Consiglieri regionali della Calabria, Ernesto Funaro che ha confidato come il primo impegno assunto personalmente, e concordato immediatamente dal Presidente del Consiglio al momento dell’insediamento, fu proprio quello di onorare la memoria di quelli che non ci sono più tra tutti i 46 ex Consiglieri regionali.
Da qui i nomi sulla targa per ricordare i primi 55 anni del regionalismo calabrese, con tutti i suoi fasti e momenti bui. «Nella vita di tutte quante le istituzioni ci sono momenti positivi e momenti negativi – ha detto Funaro -. Quello della prima legislatura fu un momento altamente positivo, anche se fortemente tormentato dagli eventi: ben quattro consiglieri regionali morirono durante il quinquennio, due consiglieri regionali dovettero lasciare il campo a seguito di sentenze passate in giudicato in relazione a situazioni di ineleggibilità».
Funaro poi si sofferma sulle due cariche che ressero la prima legislatura: «I Guarasci e i Casalinuovo chiaramente non ci sono più. Guarascio fu professore universitario, tra l'altro con una forza anche intellettuale che lasciava gli interlocutori quantomeno meravigliati. Fu colui il quale per primo sperimentò l'alleanza Nord-Sud: cominciò a parlare con Pietro Bassetti, che era il primo presidente della regione della Lombardia e che ritenne utile e opportuno alimentarsi anche lui alla cultura di un uomo come Guarasci. Venne sottoscritto un gemellaggio con iniziative, parte in Calabria, parte in Lombardia, che miravano a costruire il nuovo progetto di regionalismo che era legato a parole come la programmazione, come la partecipazione, come soprattutto l'attenzione ai problemi della società».

