I consiglieri di opposizione firmano una lettera aperta: «Conflitto d'interessi non più sostenibile. È una questione di trasparenza e opportunità politica».
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I consiglieri comunali dell’opposizione di Caulonia Luana Franco, Antonio Marziano, Maria Luisa Cricelli e Ilario Cavallo con una lettera aperta hanno chiesto formalmente le dimissioni immediate dell’assessore Antonella Ierace. Al centro della durissima contestazione c’è un presunto conflitto d’interessi che vedrebbe la Ierace ricoprire, contemporaneamente, il ruolo di assessore con delega alla Protezione Civile e quello di componente del direttivo del Centro Italiano di Protezione Civile (CIPC) di Caulonia.
Secondo quanto denunciato dai firmatari, l'associazione di cui l'assessore è vertice avrebbe beneficiato di circa 100.000 euro di risorse pubbliche tra affidamenti diretti, convenzioni e bandi da quando la Ierace siede in Giunta. «Lei è, allo stesso tempo, rappresentante dell’Ente che eroga le risorse e vertice dell’Ente che quelle risorse le riceve», si legge nel documento, che definisce la situazione un vero e proprio «cortocircuito istituzionale».
La questione era già stata sollevata a gennaio dal gruppo Rinnoviamo Caulonia e discussa nuovamente in consiglio ad aprile. Tuttavia, un fatto nuovo ha rinfocolato la polemica: tra le condizioni che il neo-vicesindaco Giovanni Maiolo avrebbe posto per l'accettazione del proprio incarico c’era proprio la risoluzione definitiva del conflitto d'interessi della Ierace. Una circostanza che, per l'opposizione, dimostra come «il problema sia riconosciuto perfino dall'interno della stessa amministrazione».
A far traboccare il vaso è stata la recente procedura per l'affidamento del servizio di trasporto sociale (fondi FRPS). In questo caso, il CIPC ha partecipato a un bando competitivo mentre l'assessore manteneva il suo ruolo istituzionale, creando – secondo la lettera – una commistione «non mediabile» tra posizione associativa e pubblica.
I firmatari hanno voluto precisare con forza che la critica non è rivolta all'operato dei volontari, di cui riconoscono il valore e la dedizione. «Proprio per rispetto verso quella divisa, non possiamo accettare che venga utilizzata per coprire un problema che è tutto politico», scrivono i consiglieri, sottolineando come la presenza dell'assessore ai vertici dell'associazione rischi di alterare l'equità di accesso alle risorse per tutte le altre realtà del terzo settore locale.

