venerdì,Aprile 16 2021

Furbetti dei vaccini in Calabria, l’Antimafia chiede gli elenchi delle somministrazioni

La stessa richiesta formulata per Sicilia, Campania e Valle D’Aosta. Morra: «In queste regioni più vaccinati ricadenti nella categoria 'altro' rispetto alla media nazionale»

Furbetti dei vaccini in Calabria, l’Antimafia chiede gli elenchi delle somministrazioni

La stessa richiesta è stata formulata per Sicilia, Campania e Valle D’Aosta. Morra: «In queste regioni più vaccinati ricadenti nella categoria ‘altro’ rispetto alla media nazionale»

Anche la Calabria dovrà fornire l’elenco dei vaccinati. A richiederlo è stata la commissione Antimafia. La stessa richiesta è stata formulata per Sicilia, Campania e Valle D’Aosta. Come chiarisce una nota del senatore Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare antimafia: «Insieme al collega Paolo Lattanzio, coordinatore in Commissione antimafia del Comitato sulla prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria, avanzeremo richiesta degli elenchi dei nominativi vaccinati ricadenti nella categoria ‘altro’ che in Sicilia, Calabria, Campania e Valle d’Aosta risultano avere numeri ben maggiori rispetto alla media nazionale».

Ricorda ancora il senatore che la stessa Commissione regionale antindrangheta calabrese si è riunita per trattare delle “metodologie utilizzate per la somministrazione di siero ad ‘altre’ categorie”. Ed ancora «in Regione si è provato a capire se dietro le circa 85 mila vaccinazioni ascritte alla categoria ‘altro’ si possano nascondere persone non aventi diritto». Morra chiede massima collaborazione nella trasmissione dei dati alla Commissione antimafia da parte delle Istituzioni competenti al fine di fugare ogni dubbio sul rispetto delle priorità di vaccinazione.

«Purtroppo i cittadini – conclude – continuano a soffrire a causa dei disservizi delle ASP in tante parti d’Italia, c’è quindi necessità di offrire risposte concrete a chi denuncia disservizi anche per mancanza di vaccini, pertanto questa Commissione studierà il caso ormai molto diffuso».

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