mercoledì,Giugno 16 2021

Vaccini Astrazeneca, l’Ema indaga sui casi di sindrome di Guillain-Barré dopo la somministrazione

Si tratta di un disturbo a carico dei nervi periferici, i cui sintomi sono debolezza muscolare accompagnata da una diminuzione della sensibilità e dell’agilità delle gambe che può progredire poi alle braccia

Vaccini Astrazeneca, l’Ema indaga sui casi di sindrome di Guillain-Barré dopo la somministrazione

L’Ema (Agenzia europea dei medicinali), secondo quanto riportato da Fanpage.it, ha fatto sapere che il Comitato di farmacovigilanza per la valutazione dei rischi (PRAC) sta esaminando alcuni casi di sindrome di Guillain-Barré, verificatisi in seguito alla somministrazione di Vaxzevria, il vaccino anti-Covid prodotto da Astrazeneca. Il farmaco, raccomandato in Italia per gli over 60, già sotto la lente d’ingrandimento per i casi di trombosi segnalati dopo la prima dose, è ora monitorato per questa sindrome che è stata identificata “durante il processo di autorizzazione all’immissione in commercio come un possibile evento avverso” del vaccino anglo-svedese. «Il Prac – ha fatto sapere l’Ema – ha chiesto ad Astrazeneca di fornire ulteriori dati dettagliati, inclusa un’analisi di tutti casi segnalati nel contesto del prossimo rapporto di sicurezza».

La sindrome di Guillain-Barré, è un disturbo a carico dei nervi periferici, i cui sintomi sono debolezza muscolare accompagnata da una diminuzione della sensibilità e dell’agilità delle gambe che può progredire poi alle braccia. Per quanto le cause non siano ancora state completamente chiarite, si ritiene che questa forma di neuropatia sia dovuta a una violenta reazione autoimmune che determina un’infiammazione del sistema nervoso periferico e disfunzioni delle unità motorie. «Più della metà dei soggetti colpiti da questa patologia – spiega il Centro di ricerca Humanitas sul suo sito ufficiale – presenta debolezza muscolare a livello facciale e orofaringeo e circa il 5-10% deve essere intubato a causa dell’insufficienza respiratoria. In questi pazienti sono inoltre spesso presenti fluttuazioni della pressione arteriosa, aritmie cardiache, modificazioni pupillari».

Si tratta di una patologia piuttosto rara, che colpisce mediamente 1,2-1,9 persone su 100mila ogni anno, ma che rappresenta la prima causa di paralisi acuta non traumatica nella popolazione. La sindrome è a esordio rapido e può insorgere dopo una lieve infezione batterica o virale, un intervento chirurgico o una vaccinazione. La sindrome di Guillain-Barré è considerata un’emergenza medica che richiede monitoraggio e supporto costanti delle funzioni vitali. Il trattamento prevede generalmente la somministrazione precoce di immunoglobuline (anticorpi derivati dal plasma di donatori per via endovenosa) e plasmaferesi (filtraggio delle sostanze tossiche dal sangue), con decorso rapido, nell’arco di giorni o settimane. Senza trattamento, la maggior parte delle persone recupera lentamente nel corso di diversi mesi ma circa il 30% degli adulti e una percentuale ancora più alta di bambini presentano un certo grado di debolezza residua dopo 3 anni. In questi casi può risultare necessaria la rieducazione motoria, l’applicazione di apparecchi ortopedici o il ricorso a interventi di chirurgia correttiva. In media, la sindrome risulta fatale in meno del 2% dei casi.

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