sabato,Maggio 18 2024

Roghudi, un nuovo modo di guardare alle cure oncologiche è possibile

Presente, al convegno dell'associazione Grace, anche la garante regionale della salute Anna Maria Stanganelli

<strong>Roghudi, un nuovo modo di guardare alle cure oncologiche è possibile</strong>

Di Silvio Cacciatore – Dare degli spunti per migliorare la qualità della vita del paziente oncologico, questo il tema dell’ importante convegno che si è tenuto a Roghudi domenica, presso l’Access Point dell’Area Grecanica. Un appuntamento in cui si è parlato di medicina ed estetica del benessere, non legata al solo aspetto esteriore, ma anche e soprattutto a quello emotivo, in un trait d’union volto a sensibilizzare i pazienti oncologici per un cambio radicale nell’approccio alle cure.

«Vogliamo rendere consapevoli i pazienti – afferma Lidia Papisca, presidente dell’Associazione Grace – che, attraverso le terapie oncologiche, non si va necessariamente incontro alla distruzione della propria immagine vista allo specchio, ma che non si è soli e si può essere aiutati in tutto il periodo del prima, del durante e del dopo».

Un nuovo modo, quindi, di guardare alle terapie. «Serve fare formazione con persone che siano competenti del settore – continua Papisca – cercando anche, ove possibile, di creare delle sinergie multidisciplinari non solo per dare supporto al paziente oncologico ma anche per fare riacquistare fiducia verso le terapie». 

ELIMINARE LE DISPARITÀ

Presente all’iniziativa anche la Garante Regionale della salute Anna Maria Stanganelli. «Bisogna eliminare le disparità nelle cure – dichiara la Garante – consentendo la parità di accesso alle cure a tutti i pazienti, indipendentemente da dove lavorino e da dove vivano».

Insieme a diversi medici ed esperti di tutta la Calabria, tra i quali anche l’oncologo melitese Antonino Iaria – presente al tavolo dei relatori – l’ufficio del garante «è impegnato per l’attivazione di un tavolo di lavoro sull’oncologia, come strumento – conclude la Stanganelli – che possa essere propositore di iniziative al governo regionale in tema di prevenzione e ricerca».

L’AREA GRECANICA 

È un numero molto alto quello di pazienti oncologici in tutto il territorio dell’area grecanica. Un’area fortemente colpita da queste patologie, con malati molto spesso gravi o terminali che, anche a causa delle distanze da ospedali e centri specializzati, vedono troppo spesso nel diritto alla salute quasi un’utopia. A colmare questo divario ci prova il volontariato.

«Spesso il terzo settore – racconta Paolo Neri, presidente di CalabriAmoci – è considerato un po’ sordo, nel senso che spesso non viene messo in evidenza il grande lavoro che compie anche al fianco delle istituzioni, con una presenza quotidiana al servizio dei cittadini e dei bisognosi».

SERVIZI TERRITORIALI CARENTI 

Diritto alla salute che, nell’Area Grecanica, anima il dibattito delle istituzioni locali.

«Nel nostro territorio – afferma Pierpaolo Zavettieri, coordinatore dell’Associazione dei Comuni Grecanici – viviamo una compressione dei servizi sanitari che è da attribuire alla gestione che dura da circa 20 anni. I servizi della sanità territoriale sono spesso carenti o inesistenti e la sanità ospedaliera fa altrettanto acqua da tutte le parti, perché ogni volta che viene approvato un nuovo atto aziendale, che contiene anche delle misure minime atte a soddisfare un’utenza o ad affrontare le sole emergenze, puntualmente non vede poi l’attuazione di queste componenti essenziali a tutela della sanità pubblica».

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