Il coordinatore dell’associazione: «La soluzione sta nella volontà politica di sedersi a un tavolo tecnico per riprogrammare tutta la disciplina di nefrologia»
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«La canea sulla criticità dei posti di emodialisi reggini è tardiva e irrispettosa se proveniente dai consiglieri comunali reggini che oggi sproloquiano, ex sindaco compreso.
Dopo settembre 2018 – dichiara in una nota il coordinatore prevenzione Aned aps, Pasquale Scarmozzino - quando la battaglia democratica di Aned per il nuovo centro si è concretizzata, l'ex sindaco Falcomatà e i Masanielli reggini dov'erano mentre Aned: sollecitava pubblicamente a più riprese la realizzazione del centro nell’ex Enpas?
chiedeva maggiore prevenzione della Mrc per ridurre i nefropatici?
chiedeva il potenziamento della dialisi domiciliare peritoneale per ridurre l’ospedalizzazione?
sollecitava il riordino nelle rianimazioni calabresi per l’ implementazione di organi per trapianto e fare uscire dal limbo della dialisi i pazienti che aspettano ancora un rene per rinascere?
Falcomatà e company sono andati mai dai commissari regionali alla sanità e dai presidenti di Giunta oltre che in Dipartimento Tutela della Salute per perorare il nuovo centro dialisi? E se sono andati cosa pensano dei risultati che dire negativi è dire poco?
La rete nefrodialitica del 2023 è un documento, ormai carta straccia. Da allora, sono passati 1.300 giorni e la Regione non ha fatto niente per attivare tale rete nefrodialitica, pur contando - come mai prima di ora - il fior fiore dei manager aziendali per attivarla.
Con questi manager Aned intrattiene un proficuo e continuo e trasparente rapporto di collaborazione: a Cosenza con De Salazar per l’organizzazione, ammodernamento e nuovi posti rene, a Crotone con Graziano per migliore sistemazione della nefrologia e dialisi, a Catanzaro con la Carbone per la telemedicina e dialisi green, con Battistini a Vibo per ammodernamento parte tecnologica degli impianti e implementazione personale, con la Frittelli al Gom per i trapianti anche a cuore battente.
La soluzione sta nella volontà politica di sedersi a un tavolo tecnico per riprogrammare tutta la disciplina di nefrologia. La Calabria ha bisogno di vera rete per una distribuzione equa dei 450 posti di emodialisi, di dialisi domiciliare, di regole per allocazione dei pazienti incidenti, di rete trapianto funzionale.
I circa 450 posti di emodialisi esistenti possono dializzare 1800 pazienti, quindi sufficienti per i 1550 dializzati dei 37 centri calabresi. La gestione ottimale - lo dimostra Asp Reggio con la Berardi - è di spostare posti di emodialisi inoccupati in alcuni centri per altri dove servono.
Il numero dei posti tecnici (38) tanto sbanderiati da Falcomatà per il 2025 e quelli (29) di altri soggetti relativi al 2018 sono tirati in ballo solamente per incomprensibili diversivi», conclude il coordinatore prevenzione Aned aps, Pasquale Scarmozzino.

