Circa 1.500 residenti rimasti senza un medico di famiglia, costretti a fare i conti con un servizio sanitario essenziale che a Monasterace sembra ormai diventato un miraggio. È il quadro allarmante denunciato dal circolo locale del Partito Democratico, che ha inviato una dettagliata segnalazione all'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, ai vertici della Regione e al sindaco del paese, sollecitando interventi immediati. A pagare il prezzo più alto di questa scopertura assistenziale sono soprattutto le fasce più deboli: anziani, pazienti con patologie croniche, disabili e famiglie con bambini piccoli. In assenza del medico di medicina generale, anche il semplice rinnovo di una ricetta salvavita, l'impegnativa per una visita specialistica o un certificato rischiano di trasformarsi in un ostacolo insormontabile.

«La mancanza del medico di base non è un banale inceppamento burocratico», sottolineano i rappresentanti del Pd locale. «Senza questo presidio territoriale, si spingono le persone a rinunciare alle cure o a rinviare controlli decisivi per la propria salute». Un problema che accentua la spaccatura sociale: chi ha la disponibilità economica finisce per pagare di tasca propria rivolgendosi alle strutture private, mentre chi non può permetterselo rimane semplicemente scoperto.

La vicenda di Monasterace s'inserisce in un panorama regionale già fortemente compromesso. I dati nazionali sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) collocano la Calabria al fondo delle graduatorie per quanto riguarda la medicina distrettuale e di base, mentre le stime indicano un calo dei medici di famiglia superiore al 20% negli ultimi anni, con centinaia di migliaia di cittadini che dichiarano di aver dovuto rinunciare a curarsi.
Nella nota trasmessa alle autorità, i dem chiedono all'Asp di Reggio di fare immediata chiarezza sul numero effettivo degli assistiti senza medico e di attivare subito soluzioni temporanee: dai conferimenti d'incarico provvisori fino all'impiego di presidi o unità mobili, passando per un tavolo di confronto urgente tra Regione, Azienda sanitaria e Comune. Chiamato in causa anche il primo cittadino, a cui si chiede di intervenire con decisione quale massima autorità sanitaria locale.

Dal giorno dell'invio della lettera, le istituzioni avranno 15 giorni di tempo per fornire risposte scritte e indicare un piano d'azione concreto. In caso contrario, promette il circolo dem, scatteranno le segnalazioni agli organi di controllo e la chiamata a raccolta della cittadinanza per una mobilitazione pubblica. «I cittadini di Monasterace non chiedono trattamenti di favore, ma solo il rispetto di un diritto garantito dalla Costituzione».