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Il SUL (Sindacato Unitario Lavoratori) torna a lanciare l’allarme sulla situazione del presidio ospedaliero di Polistena e, in particolare, sul reparto di Radiologia. In una nota, il sindacato denuncia come, nonostante le continue segnalazioni alla dirigenza sanitaria dell’ASP reggina, la grave carenza di personale non abbia trovato alcuna soluzione.
Secondo quanto riportato, l’organico del reparto sarebbe «ridotto all’osso e anche meno», nonostante un livello produttivo tra i più alti della provincia in rapporto al numero di dipendenti. «Nessuna occasione per dare un po’ di respiro, attraverso nuove assunzioni o convenzioni, è stata colta e utilizzata», si legge nel comunicato.
Il SUL evidenzia come il problema sia parte di una crisi più ampia della sanità pubblica, aggravata da una “strategia di smontamento” che costringe molti cittadini a rinunciare alle cure per ragioni economiche: «Si tratta del 10% della popolazione», sottolinea il sindacato.
La preoccupazione riguarda in particolare il rischio che ulteriori assenze possano compromettere il funzionamento del reparto: «Con un sotto-organico già preoccupante, se venissero a mancare anche solo per alcuni mesi figure indispensabili, ci si troverebbe nell’impossibilità di garantire le guardie. Rispetteremmo il CCNL, ma rischieremmo di essere accusati di abbandono di servizio pubblico».
Il sindacato critica duramente il silenzio dei vertici sanitari: «Non rispondono né con i fatti, disponendo nuove unità, né forniscono pareri sulle questioni poste. Si rifugiano nell’ignavia e nel mutismo, come se il buon andamento di un presidio importante come quello di Polistena non fosse parte delle loro responsabilità».
Il SUL conclude spiegando perché ha deciso di rendere pubblica la vicenda: «Non volevamo intervenire in piena campagna elettorale, quando tutti parlano di sanità a proposito e a sproposito. Ma l’assenza di risposte ci obbliga a denunciare una condizione che è l’ennesima prova di una linea contro il buon funzionamento della sanità pubblica».

