Sindaci uniti e mobilitazione dei territori al centro dell’incontro che si è svolto nella giornata di oggi al Comune di Polistena, convocato dal sindaco Michele Tripodi, per affrontare l’emergenza che da settimane minaccia l’ospedale spoke Santa Maria degli Ungheresi, in particolare il reparto di Anestesia-Rianimazione.

Alla riunione hanno partecipato la dott.ssa Di Furia, accompagnata dal nuovo direttore di presidio, dott. Marino, e dal chirurgo dott. Palmanova, insieme ai sindaci della Piana: Michele Conia, primo cittadino di Cinquefrondi e presidente dell’Associazione Città degli Ulivi, Domenico Antico (Cittanova), Giuseppe Morizzi (Oppido Mamertina), Salvatore Valerioti (San Giorgio Morgeto), Antonio Albanese (Giffone), Giuseppe Zampogna (Scido), Alessandro Giovinazzo (Rizziconi). Presenti anche i rappresentanti del Comitato spontaneo a tutela della salute, Valensise e Trimarchi, e la Chiesa con don Demasi.

Nel corso dell’incontro, a seguito della forte pressione esercitata da sindaci, comitati e cittadini, la dott.ssa Di Furia ha comunicato che è stato possibile, almeno nell’immediato, scongiurare la chiusura del reparto di Anestesia-Rianimazione e la conseguente riduzione del ruolo dell’ospedale di Polistena. La copertura del servizio sarà garantita per 30 giorni grazie a un accordo tra Asp e operatori del presidio, che assicureranno le emergenze-urgenze del comparto operatorio anche indipendentemente dalle prestazioni aggiuntive, con il supporto di medici provenienti da altri presidi.

Una soluzione definita senza ambiguità «tampone», che evita il peggio nel breve periodo ma non risolve le criticità strutturali di quello che resta l’unico e indispensabile presidio spoke della Piana di Gioia Tauro.

Secondo quanto riferito dalla dott.ssa Di Furia, la crisi sarebbe precipitata a seguito di un’interpretazione restrittiva del recente Decreto Milleproroghe, che non ha consentito la proroga dei contratti ai medici in quiescenza, fino ad oggi determinanti per garantire la copertura dei turni in Anestesia. «Non è dato sapere se si tratti di una svista o di una scelta politica – sottolineano i sindaci – ma l’impatto sul territorio è già drammatico. Se fosse una scelta politica, sarebbe ancora più grave».

La posizione dei primi cittadini della Piana è stata ribadita con chiarezza e unità: il risultato ottenuto è frutto esclusivo della mobilitazione spontanea delle comunità e dei territori, non di interventi tardivi o dichiarazioni last minute. Da qui le richieste avanzate con forza e condivise da tutti:

– la revisione urgente del Decreto Milleproroghe, per consentire il rinnovo dei contratti ai medici liberi professionisti, anche se in quiescenza;

– l’attivazione di soluzioni strutturate basate sull’assunzione di personale con contratti a tempo indeterminato, unica via per garantire sicurezza, stabilità e continuità, con il ripristino degli interventi chirurgici programmati in condizioni di normalità;

– il rilancio complessivo dell’ospedale di Polistena in tutti i suoi servizi, scongiurando soppressioni, riduzioni di posti letto e ridimensionamenti di reparti e funzioni.

«L’ospedale di Polistena non può più vivere alla giornata», è la linea condivisa. I sindaci della Piana sostengono ogni forma di mobilitazione e chiedono a Regione e Governo di dimostrare, con atti concreti, la volontà di risolvere davvero i problemi, difendendo e rilanciando lo spoke di Polistena come presidio strategico per il diritto alla salute e per la sanità pubblica dell’intero territorio.

Il comunicato è firmato, per i sindaci della Piana, da Michele Conia, presidente dell’Assemblea Città degli Ulivi.