lunedì,Luglio 15 2024

Reggina, Taibi sulla squadra: “Uomini veri”. Ma la rottura è vicina

I giocatori e Inzaghi trattati al limite della decenza: a tutto c’è un limite. Vale la pena crederci ancora

Reggina, Taibi sulla squadra: “Uomini veri”. Ma la rottura è vicina

Massimo Taibi è, insieme a Pippo Inzaghi, uno dei pochi che sta avendo il coraggio e la dignità di rimanere al capezzale della Reggina. Gli si potranno muovere diverse critiche (a livello tecnico) sull’operato, ma l’attaccamento mostrato in questi giorni gli va riconosciuto. In una barca che affonda, dove anche i più fedeli se ne vanno, l’ex portiere è ancora lì, allenamento dopo allenamento, accanto a quei ragazzi che lui stesso ha contribuito a portare al Sant’Agata.

Sui social lo ha sottolineato. In una story su Instagram, ha rimarcato l’impegno di questi uomini: “L’orgoglio e la dignità di chi non molla mai. Onore a voi

Altro grande professionista è Pippo Inzaghi: ha vinto Mondiali e Champions League. Oggi si sta allenando in condizioni francamente indecenti, di cui – se avrà coraggio – un giorno Felice Saladini risponderà.

Al Sant’Agata stanno scarseggiando inservienti, dipendenti e viveri. Se ne sono andati, esasperati e svuotati, sia Salvatore Conti, segretario del club, che Giuseppe Geria, l’uomo chiamato e fatto firmare fino al 2026. Quest’ultimo, eccellenza del calcio giovanile, doveva ricostruire “Casa Sant’Agata”, quel concetto di centro sportivo che potesse sfornare i nuovi Perrotta e Di Lorenzo: è finita in maniera orribile.

Dicevamo della squadra e di Inzaghi. Le condizioni, fra una città che brucia e un caldo senza precedenti, sono complicatissime, aggravate da un disinteresse della proprietà (vecchia e nuova che sia) che sta divorando tutto. La Reggina si allena ma iniziano a crollare i nervi, fagocitati da una depressione dilagante.

Il punto di rottura non è lontano: Inzaghi, Crisetig, Loiacono e tutti quanti hanno un cuore, ma sono anche professionisti ed esseri umani e, come tutti, hanno un limite che è prossimo al sorpasso. Si vocifera che domani possa essere in città un esponente di quella che potrebbe essere la nuova società: si aspetta, sperando che non si venga disattesi.

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