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Da Cittanova a Roma, le nipoti di Teresa Gullace: «Ricordare nostra nonna e tutte le donne che resistettero all’occupazione nazista»

Madre di cinque figli, e in attesa del sesto, fu uccisa da un soldato tedesco mentre cercava di raggiungere il marito Girolamo appena arrestato. Era il 3 marzo 1944

Da Cittanova a Roma, le nipoti di Teresa Gullace: «Ricordare nostra nonna e tutte le donne che resistettero all’occupazione nazista»

«Nonna Teresa è soltanto un granello di sabbia nella grande storia. Tuttavia è l’insieme dei granelli che crea una distesa capace di estendersi sempre di più. Mia nonna, Teresa Talotta Gullace, come Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo, barbaramente assassinate per aver cercato di prendere del pane nel forno Tesei sul ponte di Ferro sempre a Roma e sempre nel 1944, è stata una donna oppostasi all’occupazione nazista del nostro paese. Fu, con le altre, emblema di una resistenza coraggiosa e soffocata nel sangue. La memoria non è solo doverosa ma, oggi più che mai, resta l’unico viatico di pace e salvezza. Spero che si continui a parlare di Teresa, delle tante altre donne che si sono ribellate e di tutti i crimini che ogni guerra inevitabilmente genera».

Così Gabriella Gullace, figlia di Umberto, secondo figlio di Teresa e oggi ultranovantenne, sottolinea l’importanza della memoria di quanto accadde a sua nonna Teresa. Madre di cinque figli e di uno in arrivo, fu brutalmente uccisa da un soldato tedesco nella Roma occupata dai nazisti. Era il 3 marzo di quasi ottant’anni fa. Teresa, nata a Cittanova nel reggino e poi con emigrata a Roma, cercava di avvicinarsi al marito Girolamo imprigionato, strappato alla sua famiglia e aggrappato alle grate. Era però vietato e così veniva uccisa da un soldato tedesco nella Roma occupata dai nazisti. Non aveva ancora compiuto 37 anni. Era al settimo mese della sesta gravidanza, Teresa, quando cadde esanime davanti alla caserma dell’81º reggimento di fanteria in viale Giulio Cesare, a Roma.

Oggi una targa, posta dall’Udi nell’ottobre del 1945, ricorda quella drammatica giornata. «Teresa Gullace alla soglia d’una nuova maternità il 3 marzo 1944 fu qui barbaramente uccisa da un soldato tedesco mentre invocava e confortava il marito razziato dalla sbirraglia nazifascista. Il suo nome simbolo dell’eroica resistenza romana l’Unione Donne Italiane con fiero orgoglio ricorda».

La commemorazione a Roma

Stamane la nipote Gabriella si è recata alla commemorazione che ogni anno a Roma si celebra per ricordare Teresa, il suo coraggio e per non dimenticare gli orrori della guerra. Considerata il simbolo della Resistenza romana, Teresa Talotta Gullace, cittanovese di origine, abitava al numero 14 del vicolo del Vicario a Roma. Donna fu madre e moglie in tempo di guerra e in tempo di occupazione straniera; in un’Italia non padrona di sé e non in grado di proteggere il suo popolo da violenza e morte.


I discendenti di Teresa Talotta Gullace hanno vissuto e vivono a Roma dove lei si era trasferita con il marito Girolamo e il primo figlio Emilio verso la fine degli anni Venti. Gli altri figli, Umberto, Mario, Concetta e Caterina, sono nati a Roma e lì hanno avuto una famiglia. Oggi sopravvivono solo due di loro, Umberto, padre di Gabriella, e Concetta.

Il coraggio delle donne durate la guerra e l’occupazione nazista

«Ricordare donne come lei equivale a non dimenticare gli stenti e i soprusi quotidiani che le famiglie e i civili, disarmati, tenuti sotto scacco e affamati, hanno subito durante la guerra e l’occupazione. Una condizione alla quale con coraggio si sono ribellate. Con mia nonna lo hanno fatto anche altre donne. Il loro sacrificio, che la storia contemporanea dimostra essere drammaticamente attuale, deve essere custodito, e non solo da noi familiari. Esso deve vivere nelle scelte delle persone e delle istituzioni. Lo scorso anno ho avuto l’onore di incontrare un gruppo di studentesse e studenti del liceo Dante Alighieri di Roma. È stata un’esperienza bellissima.

C’erano voglia di ascoltare e desiderio di conoscere. Certo i racconti di mio padre Umberto, che quei tempi li ha vissuti, sarebbero stati molto più intensi e ricchi di particolari. La salute, purtroppo, adesso non gli permette di essere in forze come prima e di potere continuare a testimoniare. Oltre che per mia nonna, quindi anche per lui, io devo raccontare quella che non è solo la nostra storia familiare. Una storia che il 3 marzo 1944 è stata segnata in modo drammatico e irreversibile. Dopo di me il testimone passerà a mia figlia Sara che vive a Roma e poi alle sue figlie. Così la memoria non si disperderà». Lo sottolinea Gabriella, nipote di Teresa Gullace. Con la cugina Patrizia, figlia del primogenito Emilio, scomparso oltre un decennio fa, negli anni scorsi è stata anche a Cittanova.

Il ricordo della comunità di Cittanova

Questa mattina anche il comune di Cittanova ha commemorato la sua memoria. La cittadina conobbe morte, distruzione e il dramma dei bombardamenti nel febbraio del 1943. Qui Teresa Talotta Gullace nacque nel settembre del 1906. «Si intende rendere permanente l’impegno a ricordare tutte le vittime delle ingiustizie soprattutto si propone di rafforzare nella coscienza delle nuove generazioni quei valori che hanno reso immortali persone come Teresa Gullace». Lo ha dichiarato il sindaco Francesco Cosentino.

E infatti l’amministrazione cittanovese già nel 2018 (foto sotto) ha insignito le nipoti Gabriella e Patrizia e i figli Umberto, Mario (deceduto nel 2019) e Concetta della cittadinanza onoraria, nell’ambito di una manifestazione alla quale furono presenti le due nipoti. «Non dimenticheremo mai il calore della Calabria e di Cittanova e l’affetto della sua gente che ancora oggi ricorda nostra nonna. Grazie», sottolinea ancora Gabriella Gullace.

La memoria e le guerre di oggi

«La storia ci insegna che le guerre hanno portato solamente orrori, disperazione, morte. Per questo oggi più che mai è importante ricordare il sacrificio di donne come mia nonna Teresa», sottolinea la nipote Patrizia, figlia del primogenito di Teresa, Emilio. «L’idea di “guerra giusta”, così come oggi vengono impropriamente definite alcune guerre per giustificarle, non trova fondamento mai. In nessun caso. Nessuna guerra vale il sacrificio di donne come Teresa, di tanti bambini, di tanti uomini. Nessuna guerra può e deve essere “giustificata”. L’unica parola d’ordine da mettere in pratica è “Pace”. Invece ancora oggi ci troviamo di fronte a scenari terribili. Assistiamo a conflitti che potrebbero espandersi in maniera capillare e irreversibile, causando ancora morti e distruzione.

La storia insegna, dicono. Ma sarà veramente così? Pare non si sia imparato molto dalle nostre storie passate, se oggi viene più spontaneo fare il tifo per questo o per quello piuttosto che indignarci di fronte a qualsiasi guerra in atto. Credo fermamente che in un momento come questo sia importante e fondamentale diffondere la cultura della vita e della pace in tutto il mondo. La guerra deve essere cancellata dalla storia. Non, invece, considerata come unica soluzione possibile per raggiungere un obiettivo e difendere un territorio. Ogni guerra è sempre stata e sempre sarà solo una sconfitta per l’intera umanità», ha concluso la nipote Patrizia.

Il coraggio di Teresa ispirò Roberto Rossellini

La calabrese Teresa Gullace incarnò la Resistenza opposta non solo dai Partigiani in battaglia ma anche dai civili. Complice anche il capolavoro del Neorealismo italiano quale fu il film “Roma città aperta” che Roberto Rossellini girò nel 1945 e il personaggio di Sora Pina interpretata dall’indimenticata Anna Magnani. Tanti furono gli uomini e le donne che, oltraggiati negli affetti e costretti a quotidiani stenti, non temettero di sfidare le ingiustizie e le angherie dei nazisti. La guerra è sempre spietata e miete, ancora oggi, vittime innocenti ed inermi anche e soprattutto al di fuori delle trincee.

La nipote Patrizia a Cittanova nel 2018 aveva raccontato di aver scoperto la storia della nonna Teresa quando aveva 7 o 8 anni, proprio dopo la visione del film “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. Il padre Emilio aveva così trovato il coraggio di raccontare, «usando il tatto e la delicatezza appropriati per spiegare ad una bambina certi eventi dolorosi».

I segni della memoria: da Roma fino alla Calabria

L’amministrazione comunale di Polistena, in occasione della festa della Donna, la prossima settimana intitolerà a Teresa Gullace l’ex piazzale Stazione.

A Roma scuole sono da tempo intitolate alla memoria di Teresa Gullace e poi insiste la targa apposta dall’Udi sul viale Giulio Cesare. Essa oggi è proprio sul muro della caserma verso la quale veniva tradotto il marito Girolamo, inseguendo il quale, non ubbidendo all’ordine dell’esercito nazista, Teresa fu raggiunta dal fuoco e uccisa. La targa è stata lì ricollocata nel 1979. Inizialmente era stato posta sul muro di fronte. Poi una serie di atti vandalici, per garantire una maggiore sicurezza, ne resero necessario lo spostamento sul muro di fronte.

La tela della memoria si estende fino al paese natio di Teresa. Un busto in bronzo, opera di Giuseppe Guerrisi alta oltre due metri, si erge nella villa comunale Carlo Ruggiero di Cittanova. In occasione della festa della Liberazione nel 2021, il comune di Reggio Calabria inaugurò in via Enna due imponenti murales realizzati da Luis Gomez de Teran e da Daniele Geniale (del circuito InWard osservatorio nazionale sulla creatività Urbana). Essi sono stati rispettivamente dedicati alla memoria di Teresa Talotta Gullace, appunto, e di Pasquale Brancatisano, partigiano Malerba, originario di Samo e combattente nelle Langhe, mancato all’età di 99 anni nel gennaio del 2021.

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