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Gianni Versace, Brunetti: «Prepariamo importante intitolazione»

Sono passati 26 anni dall'omicidio dello stilista reggino a Miami

Gianni Versace, Brunetti: «Prepariamo importante intitolazione»

Ventisei anni fa, lo stilista reggino Gianni Versace aveva fatto colazione al bar e preso i giornali, era la mattina del 15 luglio, e si apprestava a rientrare nella sua residenza al numero 116 di Ocean Drive a Miami. Mentre apriva il cancello della Villa Casuarina veniva raggiunto da due colpi di pistola sparatigli da Andrew Cunanan, assassino seriale e mitomane che aveva già commessi altri 4 brutali omicidi. Soccorso dal compagno Antonio D’Amico, il genio della moda moriva poco dopo, risultati vani i tentativi di rianimarlo.

Versace, il genio

Del genio di Versace si continua a parlare anche dopo la morte e non solo per le iconiche creazioni ma per il profondo mutamento che lo stilista aveva portato al mondo della moda: a partire dall’importanza dei volti delle sue top model. Di lui restano le intuizioni geniali, il suo benedetto anticonformismo nella moda degli anni ’80 e ’90. Basti pensare alla medusa di cui fece il simbolo della sua casa di moda. La medusa che si dice lo colpì col suo sguardo in un pavimento romano sin da bambino, e poi l’odore di Magna Grecia omaggiata in svariati modi nelle sue collezioni.

La terra d’origine

Reggio e la sua Calabria, nonostante le critiche che ricevette per aver abbandonato i luoghi dell’infanzia, rappresentano un punto fermo nello stile della creazioni, nei colori e nella sua totale allure. Evoca la terra genitrice Versace e, nelle sue collezioni, esprime amore per la bellezza e per l’arte, la seduzione, il calore, il colore e l’energia del Sud. Un legame quello con le origini che nemmeno i tanti anni di lontananza hanno saputo spezzare.

Come Reggio ricorda Versace

Nel mese di dicembre, a cavallo della settimana reggina nel ricordo dello stilista, una targa è stata posta dal Club Unesco Re con la collaborazione della Confapid-Calabria e dell’associazione Paspartu, in collaborazione con altre associazioni e realtà attive sul territorio metropolitano, in occasione dell’anniversario della nascita di Versace, il 2 dicembre del 1946.

Ricordiamo che appena un anno fa, il consigliere d’opposizione Massimo Ripepi aveva chiesto un : «Referendum per intitolare il corso a Gianni Versace – dunque – La strada più importante della città dedicata al reggino che più di tutti nella storia ha dato lustro alla città».

Attualmente l’auditorium del Cedir è intitolato a Versace. Aggiungiamo che c’è anche una strada che dal ponte Sant’Agata arriva all’aeroporto “Viale Gianni Versace”.

La Commissione Toponomastica presieduta da Giuseppe Cantarella, aveva indicato il Viale dell’aeroporto su esplicita sollecitazione del sindaco Giuseppe Falcomatà. Lo stesso aveva sottolineato che chi arrivava a Reggio con l’aereo avrebbe trovato la prima strada intitolata a Versace. L’idea era anche quella dare alla famiglia la rotatoria vicino al ponte per mettere la medusa, logo della casa di moda. Purtroppo però la scelta della precedente commissione toponomastica, passata con delibera di giunta, rimane sconosciuta perchè le targhe con il nome non sono state mai apposte.

A sparigliare le carte, dopo un anno di silenzio, ci pensa il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, che al Reggino.it chiarisce: «Stiamo preparando una grande intitolazione dedicata a Gianni Versace, siamo a buon punto. Lo stiamo tenendo riservato perchè prima verrà comunicato prima alla famiglia. Già ci sono stati troppi annunci a cui non sono seguiti i fatti».

La morte di Antonio D’Amico

È un anniversario di morte speciale quello odierno. Qualche mese fa è scomparso anche Antonio D’Amico, ex modello pugliese, designer e compagno di Versace fino alla sua scomparsa. Aveva 63 anni e da mesi combatteva contro una malattia fatale. Rimasto fino alla fine un esempio di forza e coraggio. Antonio D’Amico un anno fa aveva inaugurato la sua nuova linea di abiti sartoriali, Principe di Ragada.

«Antonio ha sempre avuto buoni rapporti con me -spiega Santo Versace – nel periodo con Gianni, vivevano in simbiosi, erano sempre insieme e lui lo rendeva un uomo felice: non avrei potuto non volergli bene. Dopo la tragedia io mi sono rinchiuso in me stesso. Nel mio libro “Fratelli” lo racconto bene: andavo a dormire nel letto di Gianni, è stato un vero e proprio trauma. In quel periodo ciascuno di noi era ripiegato sul suo dolore, e ci siamo allontanati. Quando sono ripartito e ho deciso di scrivere il libro – aggiunge – per superare Miami, la prima cosa che ho fatto è stato riprendere i rapporti con Antonio, ma in realtà non li avevamo mai interrotti. Ma appena c’è stata l’occasione ci siamo risentiti con affetto». Come l’amore che adesso unirà per sempre Gianni e Antonio.

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