sabato,Maggio 18 2024

Dimensionamento scolastico, la spuntano il Liceo Artistico e l’IC di Melicucco

Il “Tommaso Campanella” si libera dell’accorpamento con il “Preti-Frangipane” e avrà la sua autonomia. Un ordine del giorno dà mandato a Falcomatà per difendere le minoranze linguistiche

Dimensionamento scolastico, la spuntano il Liceo Artistico e l’IC di Melicucco

Saranno il Liceo Artistico “Preti-Frangipane” di Reggio Calabria (precedentemente accorpato al Liceo Classico “Tommaso Campanella” che quindi si “libera”) e l’Istituto comprensivo di Melicucco (602 alunni raggruppati in 4 plessi), le due autonomie scolastiche aggiuntive concesse alla Città Metropolitana all’interno del Milleproroghe approvato alla fine dell’anno appena passato dal governo guidato da Giorgia Meloni, che complessivamente per la Calabria ne ha previste sette.

Due gli emendamenti presentati nell’aula Repaci di Palazzo Alvaro dove è andata in scena la prima seduta del Consiglio metropolitano. Ha ricevuto 13 voti favorevoli e una astensione, l’emendamento presentato dal consigliere delegato Rudi Lizzi che ha proposto appunto il Liceo Artistico reggino e Melicucco tra quelli meritevoli di autonomia scolastica. Respinto invece con 11 voti contrari l’emendamento presentato da Nino Minicuci che ha aderito con il collega leghista Armando Neri al Gruppo Misto.

Nella discussione è entrata con forza anche la questione aperta dell’Istituto “Pietro Megali” di Melito Porto Salvo, in direzione della tutela delle minoranze linguistiche, contenuta nell’emendamento Minicuci, e la reiterata richiesta di autonomia dell’Istituto “Galilei-Pascoli” anche per via della “sezione ospedaliera”, la cui causa è stata perorata da Neri.

Ma il Consiglio pur respingendo l’emendamento Minicuci ha sostanzialmente investito la Regione del problema minoranze linguistiche votando all’unanimità un ordine del giorno bipartisan presentato da Peppe Marino: «Dobbiamo provare a difendere le istituzioni scolastiche del nostro territorio» ha detto contestando la visione della Scuola del governo nazionale, fatta di manager di numeri e di bilanci. Con l’ordine del giorno si dà mandato al sindaco Giuseppe Falcomatà di fare pressione sulla Regione per provare a modificare – nella parte che riguarda la salvaguardia delle minoranze linguistiche – il Piano di dimensionamento della Regione che ha tempo fino a marzo prima di inviare il Piano definitivo.

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