I problemi della nostra città sono annosi, complessi e profondamente radicati. Pensare che basti un semplice cambio di amministrazione per risolvere tutto e fermare l’emorragia di migliaia di giovani che lasciano la nostra terra è un’illusione.

Nemmeno Superman ci riuscirebbe. E Francesco Cannizzaro non è Superman.

Nessuna bacchetta magica cancellerà d'incanto l'emergenza rifiuti, le periferie abbandonate, la sanità svuotata o la rete idrica che perde acqua a fiumi. Per invertire la rotta serve una programmazione oculata, concreta e visionaria, guidata da persone appassionate, oneste e competenti.

Ma la vera priorità sono i nostri giovani. Non possiamo continuare a essere la città che li forma e poi li costringe a scappare per costruirsi un futuro altrove. La fuga delle migliori menti e delle energie più fresche è la ferita più grave per Reggio. Mettere le nuove generazioni al centro non significa fare promesse elettorali, ma dare loro spazio nei processi decisionali, investire sul loro talento e creare le condizioni reali perché restare sia una scelta, non un atto di eroismo.

La politica da sola, però, non basta. Serve una sveglia collettiva. Dividersi in fazioni e tifoserie serve solo ad acuire i problemi. Reggio ha bisogno di un sindaco che sappia essere davvero il sindaco di tutti, capace di unire la comunità e ascoltare le forze vive della città, a partire proprio dai ragazzi.

E, infine, serve una stampa libera. Abbiamo bisogno di giornalisti autentici che facciano domande scomode e raccontino la realtà per quella che è, non di zerbini pronti a compiacere il potere di turno.

Il futuro di Reggio si costruisce adesso, dando voce e certezze a chi questa città dovrebbe ereditarla. Solo uniti e responsabili possiamo cambiare le cose.

*Già dirigente scolastico, fondatore dell'Associazione Neda Kairos