Prosegue al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York la missione istituzionale dell’europarlamentare Giusi Princi, impegnata nei lavori della 19ª Conferenza degli Stati Parte della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (COSP19).

Princi è tra i quattro eurodeputati selezionati dal Parlamento europeo per rappresentare l'Europa alla Conferenza ed è l'unica parlamentare italiana presente nella delegazione europea. Nel corso dei lavori è intervenuta come relatrice in un panel internazionale promosso dall'International Labour Organization (ILO), in collaborazione con il Parlamento europeo, l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e l'Unicef, dedicato ai sistemi di assistenza e supporto inclusivi fondati sui diritti umani.

Al centro del suo intervento il ruolo dei caregiver, figure spesso decisive nell'assistenza quotidiana alle persone con disabilità. «Quando parliamo di inclusione delle persone con disabilità – ha affermato l'eurodeputata – parliamo anche di una rete tanto silenziosa quanto fondamentale: quella dei caregiver. In Italia sono circa sette milioni le persone che ogni giorno garantiscono assistenza, sostegno e accompagnamento ai propri familiari».

Princi ha sottolineato come il carico di cura continui a gravare prevalentemente sulle donne, incidendo sulle opportunità professionali e sull'autonomia economica di madri, mogli e figlie che assistono familiari fragili.

Nel suo intervento ha inoltre richiamato le misure adottate a livello europeo e nazionale per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e assistenza familiare, soffermandosi in particolare sulla direttiva europea relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita privata.

«Le norme sono importanti, ma la vera sfida è renderle concretamente efficaci nei luoghi di lavoro – ha spiegato –. Molte aziende stanno già dimostrando che è possibile costruire modelli organizzativi più inclusivi attraverso orari flessibili, smart working e strumenti che consentano ai caregiver di accompagnare i propri cari nei percorsi di cura senza dover rinunciare al lavoro».

Secondo l'europarlamentare, riconoscere il valore di chi presta assistenza significa investire nella coesione sociale, nelle pari opportunità e nella dignità delle persone. «È questa la direzione che l'Europa deve continuare a perseguire per costruire comunità sempre più inclusive, accessibili e attente ai bisogni di tutti», ha concluso.

Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle Nazioni Unite, della Commissione europea e del Parlamento europeo, tra cui Ana Carla Pereira e Alexandre Cote.

Nel corso dell'incontro, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, Heba Hagrass, ha accolto positivamente l'invito dell'eurodeputata a visitare la Calabria, manifestando interesse per le iniziative e le esperienze sviluppate sul territorio regionale nel campo dell'inclusione e del sostegno alle persone con disabilità.