Il presidente Pasquale Andidero lo ha reso noto in occasione della protesta contro il posizionamento della cabina elettrice a Bufano: «Ennesimo atto assunto senza ascoltare la comunità che lì attendeva un parco giochi per bambini»
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«Per una protesta nella spianata di Bufano, residenti a Mopsorrofa si sono riuniti attorno alla contestata cabina elettrica per manifestare contro la decisione del comune. Presenti con genitori anche tanti bambini che aspettano invano ormai da troppo tempo un parco giochi e uno spazio dedicato a loro.
La manifestazione di protesta – spiega il presidente del Comitato di quartiere Mosorrofa Pasquale Andidero – ha inteso mettere in risalto la mancanza di attenzione verso i territori e di dialogo con i cittadini dell'attuale amministrazione comunale, sottolinea che la stessa vuole essere anche di indirizzo e sprone alla prossima amministrazione che verrà, qualunque essa sarà.
Nel 1989 il campo sportivo di Mosorrofa veniva chiuso perché non regolamentare per giocare in categoria – racconta Pasquale Andidero ricostruendo la storia dellla spianata di Bufano – e si decise di costruire il nuovo stadio sacrificando un bellissimo uliveto secolare del quale rimane solo qualche rappresentante. Realizzata la spianata così com’è adesso i lavori si fermarono.
Arrivò Falcomatà, fece vari incontri in paese e si condivise di abbandonare l’idea dello stadio per fare un centro polifunzionale. Progettazioni, finanziamento, annuncio inizio lavori, stop. La zona è a rischio idrogeologico, si dichiarò senza mai fare una perizia vera e propria. Quel progetto venne spostato nell’ex campo sportivo e su Bufano si cominciò a progettare un’area verde con parco giochi e annesso parcheggio e altro. Solo promesse niente di concreto. Si continuava a promettere che l’area sarebbe stata valorizzata. Infatti, per valorizzarla, ci mettono al centro una cabina elettrica. L’area di Bufano era stata espropriata per un uso ben preciso, se la destinazione dell’area non è stata variata prima di dare il consenso ai lavori di messa in opera della cabina forse si potrà ancora chiedere di rimuoverla.
Questa cabina elettrica, che tra l’altro è stata installata in un’area ad alto rischio idrogeologico (come aveva dichiarato un tecnico del comune senza averlo mai dimostrato), se resterà,sarà un monumento a peritura memoria dell’efficienza e della lungimiranza dei 12 anni dell’era Falcomatà, dei facenti funzione, degli assessori e delle giunte che si sono susseguite. Resterà a memoria dell’inettitudine di un apparato comunale (amministrazione, dirigenti e tecnici) che non ha saputo o voluto ascoltare i cittadini. Ignoranza o dolo questa le alternative.
La manifestazione non è per piangersi addosso ma è la denuncia di una comunità piagata, ma mai rassegnata a vedere il proprio paese bistrattato da una classe politica incompetente e arrogante che nega pure il dialogo, che non prova a cambiare le cose neanche di fronte all’evidenza.
Il Comitato, apartitico e di nessun colore politico preconcetto, ha deciso nella prossima tornata elettorale di scendere in campo. Vuole portare dentro il palazzo Mosorrofa e Sala di Mosorrofa e le loro esigenze», conclude Andidero, invitando tutti a votare per il candidato o i candidati che presenterà il Comitato senza pensare alle ideologie o ai colori, senza pensare alle parentele o alle amicizie, ma solo a dare una rappresentanza a
«Non promettiamo niente di più di quello che abbiamo cercato di fare in questi anni. La nostra sarà una candidatura di servizio al paese e alla città, se lo vorrete potrà diventare realtà», conclude il presidente del Comitato di quartiere Mosorrofa Pasquale Andidero.

