C'è una storia che continua a scriversi sotto la terra del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, ed è una storia che parla la lingua della ricerca universitaria d'eccellenza. Gli spazi della Biblioteca Comunale di Palazzo Nieddu hanno ospitato un incontro pubblico per fare il punto sulla nuova campagna di indagini archeologiche che, proprio in questo periodo, sta vedendo impegnati sul campo ricercatori e studenti dell’Università di Torino.

Un momento di reale condivisione con la comunità locrese, curiosa di scoprire cosa stia emergendo dai blocchi di pietra millenari. Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali di Domenica Bumbaca, assessora alla cultura del Comune di Locri, e di Nicola Monteleone, presidente dell’Archeoclub locale. Dai loro interventi è emerso un concetto chiaro: la tutela e lo studio del sito sono fondamentali, ma la vera scommessa vinta è la capacità di trasformare la scoperta scientifica in un valore identitario e culturale partecipato da tutto il territorio.

Il fulcro dell'incontro ha visto poi la parola passare direttamente ai protagonisti dello scavo. I docenti e archeologi Diego Elia, Valeria Meirano, Veronica Bellacicco e Simone Guion – tutti afferenti al Dipartimento di Studi Storici dell'Università di Torino (premiato come Dipartimento di Eccellenza) – hanno illustrato le direttrici delle indagini in corso. Sotto l'egida dello storico progetto "Lokrika", la missione dell’ateneo torinese porta avanti le sue ricerche a Locri Epizefiri ininterrottamente dal 1969, rappresentando una delle collaborazioni scientifiche più longeve e fruttuose del panorama italiano.

Durante la presentazione, l'équipe ha spiegato come il lavoro sul campo, che vede il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni di studenti, si stia concentrando sull'applicazione di metodologie stratigrafiche e tecnologie di rilievo avanzate per chiarire l'organizzazione urbanistica e la vita quotidiana all'interno della polis magnogreca. I dati e i materiali recuperati in questa campagna estiva passeranno ora alla fase di studio nei laboratori universitari, pronti a ridefinire i tasselli di una storia antica che, a distanza di secoli, non smette di stupire e di attrarre l'attenzione della comunità scientifica nazionale.