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Un pensiero che vada oltre le mura delle aule, ricordandoci che la scuola è prima di tutto una comunità educante capace di formare cittadini consapevoli, solidali e responsabili. E’ l’invito rivolto alla comunità scolastica (dirigenti, insegnanti e studenti) dal coordinamento spontaneo di associazioni e cittadini della Locride per Gaza e la Palestina, costituitosi ieri a Locri.
«Il momento storico che stiamo vivendo ci interpella profondamente – si legge nella lettera – le immagini e le notizie che giungono dalla Palestina, in particolare dalla Striscia di Gaza, ci mostrano quanto la pace, la dignità e la libertà dei popoli siano ancora oggi messe a dura prova. Milioni di persone, soprattutto donne, bambini e giovani come voi, vengono da due anni bombardate, affamate, assetate, uccise mentre supplicano per una ciotola di cibo, private di ospedali, medici e medicinali, continuamente deportate dall’esercito di Israele. Lo stesso esercito dichiara che oltre l’80% delle vittime sono civili. Non è una guerra: è un massacro. Un genocidio in slow-motion sotto i nostri occhi».
In questi giorni, l’iniziativa della Global Sumud Flotilla, che ha scelto di portare aiuti umanitari a Gaza, rappresenta per il coordinamento «un segno concreto di solidarietà internazionale e di speranza. È un gesto che richiama ciascuno di noi alla responsabilità di non restare indifferenti di fronte alle ingiustizie e alle sofferenze».
Per questo le associazioni della Locride chiedono ai dirigenti, ai docenti e agli studenti di «non restare indifferenti a questa tragedia dedicando già a inizio anno scolastico un momento di riflessione autentica, pensata con coraggio, in ricordo delle oltre 70.000 vittime (ad oggi) nella consapevolezza che saranno intraprese, nel corso dell’anno scolastico, iniziative di approfondimento e riflessione sulle vicende storiche che hanno condotto all’attuale tragedia e al genocidio del popolo palestinese, poiché riteniamo che solo attraverso la conoscenza critica e il confronto si possano coltivare consapevolezza e impegno civile». Come realtà promotrice, il coordinamento si offre a supportare questi percorsi con materiali, testimonianze e contributi utili ad arricchire il lavoro didattico.
«Come voi ci ricordate ogni giorno, la scuola nel suo compito educativo, non può e non deve voltarsi dall’altra parte – conclude l’appello del coordinamento – educare significa insegnare il valore della pace, il rispetto delle differenze, la capacità di dialogo e la solidarietà verso chi vive situazioni di privazione e dolore. Viviamo, in continuità con l’anno da poco concluso, questo anno scolastico come un’occasione per approfondire, discutere e riflettere insieme sui grandi temi della giustizia, della convivenza civile e della pace nel mondo. I mesi che seguiranno siamo certi che saranno di studio e di crescita con l’impegno e con il desiderio di costruire una società migliore, in cui la cultura e il sapere siano strumenti di libertà e di speranza».

