Domani, venerdì 27 marzo, l’Auditorium “Nicholas Green” dell’I.I.S. “F. Severi” ospiterà un’iniziativa di alto valore civile e formativo dal titolo “Il contrasto educativo alla cultura mafiosa. Educare alla legalità: un impegno condiviso”. Un titolo che va oltre la dimensione evocativa per configurarsi come una vera e propria dichiarazione di metodo: la legalità intesa non come principio astratto, ma come pratica quotidiana, responsabilità collettiva e costruzione culturale condivisa.

Promosso in collaborazione con il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria – nel quadro di una collaborazione giunta al quarto anno di attività –, l’incontro si presenta come un autentico laboratorio di pedagogia della giustizia, nel quale scuola, università e istituzioni giudiziarie si incontrano per offrire alle nuove generazioni strumenti critici, consapevolezza e capacità di lettura dei fenomeni criminali contemporanei.

Momento centrale della giornata sarà la relazione del Procuratore Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli. La sua presenza conferisce all’iniziativa un valore straordinario: l’esperienza maturata sul campo nella lotta alla criminalità organizzata si traduce in una testimonianza diretta capace di connettere l’orizzonte della giustizia applicata con quello della giustizia insegnata. Un ponte simbolico e concreto tra aula giudiziaria e aula scolastica, tra diritto e coscienza civile.

Ad aprire i lavori saranno i saluti del Dirigente scolastico Fortunato Praticò. Seguiranno gli interventi della professoressa Rossella Bulsei, docente del Severi, e del professore Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’Università della Calabria, che interverrà in collegamento da Capaci, luogo emblematico della memoria nazionale dove Giovanni Falcone fu ucciso per mano mafiosa. Un collegamento che assume un forte valore simbolico, inscrivendo l’iniziativa dentro una geografia viva della memoria e dell’impegno civile.

A coordinare e moderare l’incontro saranno i docenti Carmine Pisano e Domenica Velardo.

L’iniziativa rappresenta un’occasione preziosa per ribadire che il contrasto alle mafie non può essere ridotto alla sola dimensione repressiva, ma richiede un investimento profondo sul piano educativo. È nella formazione delle coscienze, nello sviluppo del pensiero critico e nella costruzione di una cittadinanza attiva che si gioca la sfida più decisiva. In questa prospettiva, la scuola – quando si apre al territorio e si assume la responsabilità delle sue contraddizioni – si configura come autentico presidio democratico e spazio generativo di futuro.