Una nomina che rappresenta non solo un traguardo personale, ma il risultato di un percorso collettivo costruito nel tempo attraverso il lavoro di associazioni e progettualità condivise tra territori diversi,
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Un importante riconoscimento per l’impegno civico e associativo arriva per il reggino Bruno Monorchio, nominato membro della Commissione Sport del Consiglio Nazionale dei Giovani, organo consultivo del Governo italiano che opera in maniera trasversale sulle politiche giovanili, cui è demandata la rappresentanza dei giovani nella interlocuzione con le istituzioni sulle politiche giovanili.
Una nomina che rappresenta non solo un traguardo personale, ma il risultato di un percorso collettivo costruito nel tempo attraverso il lavoro di associazioni e progettualità condivise tra territori diversi, in particolare tra Bologna e Reggio Calabria.
Monorchio in particolare, ormai da anni, nonostante la distanza per motivi lavorativi e di studio, si è attivato per promuovere e valorizzare il territorio reggino attraverso una serie di attività socio-culturali organizzate con la realtà che presiede, Rete Sociale, tra cui spiccano le attività sul territorio periferico di Archi e il crowdfunding contro la chiusura dell’Hospice Via delle Stelle o per sostenere la struttura di Casa
Paese.
Dal 2018 ormai, Monorchio svolge anche su Bologna svolge innumerevoli attività di volontariato e associazionismo, divenendo anche presidente dell’associazione Paideia e Consigliere dell’Associazione Geopolis, organizzando da anni il Festival del Diritti Umani e altre iniziative socio-divulgative. Questo suo particolare impegno gli è già valso numerosi attestati di stima e riconoscimenti tra cui la Menzione al merito per l’impegno civico e l’esercizio della cittadinanza attiva da parte della prestigiosa Università di Bologna.
Il giovane reggino entra così a far parte di un contesto istituzionale di rilievo nazionale, portando con sé esperienze maturate sul campo e una visione dello sport come strumento di inclusione, crescita e coesione sociale.
«Questo incarico – si sottolinea – è il frutto di un lavoro corale, nato dal basso, dalle periferie, grazie all’impegno quotidiano di realtà associative e reti civiche che operano tra Nord e Sud, dimostrando come la collaborazione possa generare opportunità concrete per i giovani. L’obiettivo è dare voce al mio territorio di origine e a quello di adozione. Voglio essere un ambasciatore delle realtà che ho vissuto a e raccontare di come lo sport sia realmente mezzo di inclusione e crescita sociale, ma allo stesso tempo lavorare per migliore un settore strategico per il paese e le nuove generazioni».

