Alla vigilia della festa di Ognissanti, don Giovanni Zampaglione lancia un appello alle famiglie: riscoprire il significato cristiano del 31 ottobre, scegliendo Holyween, la notte dei Santi, come alternativa ai tradizionali festeggiamenti di Halloween.

Una riflessione che nasce dalla diffusione di costumi e simboli legati alla paura e al macabro. «Perché sentiamo il bisogno di mascherare i nostri figli da creature di tenebra e di paura?», si domanda il sacerdote, invitando i genitori a guardare oltre l'aspetto commerciale della ricorrenza.

La sua proposta non vuole essere una condanna della festa, ma un'occasione educativa. «La risposta cristiana a questa tendenza non è un divieto brontolone, ma una proposta immensamente più bella: la festa di Holyween, la celebrazione della luce attraverso i volti dei Santi».

Da qui l'invito a travestire i bambini da figure della tradizione cristiana, come Santa Chiara, Santa Teresa, Santa Lucia, San Francesco, San Filippo Neri e San Carlo Acutis. Una scelta che, secondo don Zampaglione, permette di trasmettere ai più piccoli modelli positivi e un messaggio di speranza.

«Vestire i propri figli da Santi invece che da demoni non è un semplice cambio di costume; è una scelta di campo», sottolinea il sacerdote. E aggiunge: «Cari genitori, non abbiate paura di andare controcorrente! Facciamo vedere al mondo che la Chiesa è viva, è giovane e non celebra la morte, ma la Vita eterna».

Una posizione condivisa anche da Marianna Pellegrino, content creator e divulgatrice della fede cristiana, attiva su TikTok, Facebook e Instagram. Attraverso video, letture del Vangelo e riflessioni quotidiane, Pellegrino promuove un percorso spirituale rivolto soprattutto alla comunità dei suoi follower.

In occasione di Ognissanti, anche lei invita a privilegiare il messaggio cristiano di luce e speranza rispetto alle atmosfere di Halloween. «Come cristiano, scelgo di non festeggiare Halloween non per fare il “bastian contrario”, ma per custodire ciò in cui credo».

Il messaggio comune è quello di trasformare la vigilia del primo novembre in un momento di riflessione e testimonianza. «Quest'anno, niente paura: accendiamo una luce di speranza!», conclude la Pellegrino.