Gli studenti dello “Zaleuco-Oliveti-Panetta-Zanotti” vivono un momento di riflessione autentica guidati da don Fabrizio Cotardo
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Un momento di forte spiritualità, quello vissuto dagli studenti del Polo Liceale di Locri “Zaleuco - Oliveti - Panetta - Zanotti”, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino, che, venerdì 19 Dicembre, insieme alle docenti di religione: Teresa Condò, Luisa Totino, Giovanna Panetta, Rosanna Trapasso e Francesca Pelle, si sono recati nella Chiesa Cattedrale di Locri «Santa Maria del Mastro», dove ad attenderli c’era don Fabrizio Cotardo, parroco della Cattedrale, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica e dell’Ufficio Scuola per l’IRC, con il vice-direttore don Antonio Peduto, alla presenza delle altre scuole secondarie di secondo grado del circondario.
Prima della celebrazione eucaristica don Fabrizio ha rivolto parole di ringraziamento ai ragazzi, per la loro presenza, nonché ai Dirigenti, che hanno accolto l’iniziativa, e ai docenti di religione e non, che hanno accompagnato le diverse scolaresche, sottolineando come il precetto natalizio è un momento di riflessione interiore autentico, per comprendere, al meglio, verso cosa è orientata la nostra vita e quale senso diamo alle nostre scelte, per allontanare, così, i luoghi comuni sul Natale, che ci vogliono buoni e solidali solo in questo periodo dell’anno, mentre i valori che ne scaturiscono vanno vissuti ogni giorno.
A seguire la Santa Messa, concelebrata da don Fabrizio e don Antonio. Durante l’omelia don Cotardo ha voluto mettere in evidenza tre punti chiave del Natale: la stella, il cammino e il Bambino. Dobbiamo renderci conto, ha sottolineato don Fabrizio, di quali sono le stelle che seguiamo oggi. Se si tratta di stelle effimere, che abbagliano, ma non suscitano il desiderio di cambiare, migliorare, arricchirsi, o come quella che hanno seguito i Magi che, illuminati da essa, hanno mosso le loro vite scontate e tiepide, verso qualcuno che avrebbe cambiato, per sempre, la loro esistenza.
Il cammino per realizzare i propri sogni e le proprie aspettative non può avvenire attraverso l’isolamento, alimentato dal digitale, ma attraverso la bellezza dello stare insieme fisicamente e non virtualmente, perché vivere il proprio percorso attraverso il confronto, il dialogo, lo scambio, arricchisce se stessi, ma anche l’ambiente circostante.
E, infine, il Bambino, quel Dio che liberamente decide di incarnarsi, per amore dell’uomo. Quel Bambino-Dio, che per il dono di sé merita di essere seguito e adorato, di essere accolto nel cuore e permettere che sproni la nostra ricerca della verità con la sua disarmante tenerezza. È importante, allora, che i giovani capiscano quali sono le persone che, nella loro vita, sono degne di essere seguite e accolte. Persone che accendono la curiosità, la passione, il desiderio, senza dei quali non può esistere la vita.
Gli studenti hanno fatto proprie le parole di don Fabrizio con sentita partecipazione, perché, anche se assopita da contesti virtuali, la volontà e la frenesia del vivere non sono ancora del tutto spente nelle nuove generazioni, che aspettano solo quello sguardo che percepisca la loro meravigliosa profondità. Questi momenti che la Chiesa offre loro sono indispensabili, insieme all’impegno formativo della scuola e della famiglia, affinché si sentano sostenuti, curati e accompagnati nel loro percorso di crescita, come Dio che si è fatto uomo per non abbandonarci mai.

