Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.

Bonelli: «Salvini aggira i controlli»

«Con l'approvazione del decreto sul Ponte sullo Stretto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l'opera. Siamo alle solite furbizie. La norma, così come proposta, prevede l'acquisizione di un parere del CSLLPP unicamente sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza della relazione del progettista di aggiornamento del progetto definitivo approvato nel 2011, richiamando il fatto che l'organo dello Stato abbia espresso, nel lontano 1997, un parere su un progetto di massima». Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.

«È bene ricordare che quel parere si limitava a dire che il progetto di massima esaminato, con le considerazioni, osservazioni e prescrizioni espresse in 244 pagine, poteva essere sviluppato in sede di progettazione esecutiva. Dunque, al CSLLPP deve essere richiesto un parere sull'intero progetto definitivo del Ponte, dal momento che l'organo non ha esaminato neanche il progetto preliminare approvato dal CIPE nel 2003. Il punto è che Salvini continua ostinatamente in questa follia: parliamo di un progetto già dichiarato illegittimo dalla Corte dei Conti per la procedura seguita e che presenta gravi carenze progettuali, come dimostrano le prove non eseguite sulle trincee sismiche, richieste persino dal comitato scientifico della stessa Stretto di Messina SpA. Di fronte alle gravi emergenze dell'Italia, Salvini è indifferente e pensa di sperperare 14 miliardi di euro», conclude.

«Schiaffo alla Sicilia devastata»

«A pochi giorni dal disastro del ciclone Harry, il decreto Infrastrutture che porta avanti la farsa del ponte sullo Stretto rappresenta uno schiaffo supplementare alla Sicilia devastata. Abbiamo famiglie senza un tetto sopra la testa, attività produttive in ginocchio, ferrovie interrotte, strade sventrate, stabilimenti balneari cancellati e danni per miliardi. Invece di dare risposte serie alle regioni colpite, all'indomani di un'informativa urticante come quella di Musumeci, il governo Meloni torna alla carica con la perversione del ponte». Così in una nota la deputata siciliana del M5s Daniela Morfino, capogruppo in commissione Ambiente.

«Salvini voleva Ciucci commissario e una Corte dei Conti disinnescata sul fronte dei controlli. Zitto e mosca, su input del Quirinale dovrà rifare tutto da capo. Tutto: sopralluoghi, studi geologici, stime dei costi. Forse persino una nuova gara pubblica, per non cozzare con le norme Ue. La delibera Cipess andrà riformulata di nuovo, bruceremo ancora miliardi dei contribuenti per tenere in piedi il carrozzone "ponte", e tra un anno saremo ancora qui a ripetere le stesse cose. Per avere i ristori, invece, siciliani e calabresi dovranno patire le pene burocratiche dell'inferno. Purtroppo non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire: questa del ponte è una telenovela inguardabile. Per noi siciliani del tutto tragica».