La Memoria vive e con essa la vita avanza con speranza. Il venerabile monsignor Giovanni Ferro (Costigliole d'Asti, 13 novembre 1901 – Reggio Calabria, 18 aprile 1992 e arcivescovo di Reggio Calabria dal 1950 al 1977), è “Giusto per l’umanità” indicato dalla società civile per il 2026.

La cerimonia, in occasione della quale il postulatore reggino Giuseppe Carlo Rotilio che ha seguito la causa di beatificazione e canonizzazione conclusa nel luglio 2019 con la proclamazione del presule a venerabile servo di Dio, ha avuto luogo qualche giorno fa nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo, al Monte Stella di Milano istituito dalla fondazione Gariwo nel 2003.

Il venerabile monsignor Giovanni Ferro, di origini piemontesi e indimenticato arcivescovo di Reggio e di Bova, da parroco e rettore del Pontificio Collegio Gallio di Como, durante la seconda Guerra mondiale e le persecuzioni razziali in Italia, nel cuore di una città assediata, garantì una identità falsa al giovane studente ebreo, Roberto Furcht, che poté così nascondersi tra gli studenti, sfuggendo a controlli, rastrellamenti, arresti e alla conseguente deportazione nei lager nazisti.

Per questo, su impulso dell’assemblea dell’associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, il Venerabile arcivescovo Giovanni Ferro è stato proclamato Giusto della Società Civile.

Presenti alla cerimoniale le scuole milanesi, i figli di Roberto Furcht, Andrea ed Elisabetta, e una delegazione di padri somaschi ed ex alunni del Collegio Gallio di Como guidati da padre Luigi Amigoni, attuale superiore del Santuario dedicato a San Girolamo Emiliani (1486-1537).

La storia, il coraggio e il dovere della memoria

Padre Giovanni Ferro, cinque dopo la Liberazione dell’Italia da Nazifascismo, nel 1950, divenne monsignore e fu consacrato arcivescovo di Reggio Calabria e Bova, comunità nelle quali lasciò un segno profondo. Dall’alluvione del 1951 ai moti del Settanta in cui operò per una Pace difficile, sempre con le parole del Vangelo. Particolarmente preziose sono le immagini delle Processioni mariane da lui guidate girate da Paolo Melasi, confluite nel progetto di recupero di documenti video d’epoca “Frame-Frammenti di Memoria” ideato dal figlio, il regista reggino Antonio Melasi.

Fu Arcivescovo nel reggino, e in nessun altro luogo, fino al raggiunto limite di età. Nel 1977 monsignor Giovanni Ferro si dimise. Ma a Reggio, di cui fu insignito della cittadinanza onoraria, dopo essere stato a Roma, tornò a vivere e vi morì nel 1992. I suoi resti mortali riposano nella cattedrale del duomo di Reggio Calabria. Figura eminente della chiesa reggina, segnò in modo significativo la vita e la storia della comunità.

Proclamato Venerabile nel 2019 con il motto episcopale "Omnia in charitate”, adesso è in corso la "fase Romana" dell’iter di Beatificazione.

"Chi salva una vita, salva il mondo intero", recita il Talmud. Ed è infatti questa la citazione in cui si condensa l’azione di coraggio e umanità dei Giusti tra le Nazioni, di non ebrei come padre Giovanni Ferro che rischiarono la propria vita per salvarne un’altra durante la Shoah. Con monsignor Ferro, Giusti della società Civile 2026 anche Paolo Boetti, Bruno Brandellero, Padre Gianfranco Maria Chiti, Filippo Di Benedetto, Padre Giovanni Ferro, Meena Keshwar Kamal, Padre Lido Mencarini e Antonio Tosi.

I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace

Le celebrazioni sono state curate dall’associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, di cui fanno parte la Fondazione Gariwo - Gardens of the Righteous Worldwide (Giardini dei Giusti nel mondo), il comune di Milano e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei).

Nella stessa occasione reso omaggio a cinque figure che, nel segno della Giornata dei Giusti dell’Umanità dedicata quest’anno al tema “I Giusti per la democrazia. Dialogo e nonviolenza per costruire la pace”, difesero e difendono la democrazia attraverso il coraggio civile.

Il giardino dei Giusti di Milano si è arricchito delle targhe in memoria di Piero Calamandrei, padre costituente e difensore della Costituzione e dei valori dell’antifascismo; Martin Luther King Jr., simbolo mondiale della nonviolenza e della lotta per i diritti civili; Vivian Silver, attivista israeliana impegnata per la pace e il dialogo, uccisa negli attacchi del 7 ottobre 2023; Reem Al-Hajajreh, fondatrice di Women of the Sun; Aleksandra Skochilenko, artista e dissidente russa arrestata per la sua protesta nonviolenta contro la guerra in Ucraina. Queste ultime due viventi e presenti alla cerimonia.