«Le immagini diffuse sui social, relative al grave episodio avvenuto nel centro di Reggio Calabria e che avrebbe coinvolto un autista dell'Atam, suscitano profonda preoccupazione e non possono lasciarci indifferenti.

Al lavoratore coinvolto e a tutto il personale dell'azienda di trasporto pubblico reggina esprimiamo la nostra più sincera e convinta solidarietà.

Una solidarietà che non nasce dal sentito dire e neppure dall'emozione momentanea provocata da un video.

Fino al 29 giugno 2026, per dodici lunghi anni, – spiega Salvatore D’Amico, presidente Nazionale e Rappresentante Legale Enov “I Falchi dello Stretto” – il sottoscritto e gli operatori Enov - "I Falchi dello Stretto" abbiamo prestato servizio, per conto di Atam a bordo degli autobus e nelle biglietterie, confrontandoci quotidianamente con le difficoltà, le tensioni e i rischi che caratterizzano il trasporto pubblico locale.

In questi dodici anni ci siamo trovati migliaia di volte a intervenire di fronte a soprusi, illegalità, minacce e aggressioni immotivate. Abbiamo affrontato persone che pretendevano di utilizzare il servizio senza pagare il biglietto, soggetti in evidente stato di alterazione dovuto all'abuso di alcol o di sostanze stupefacenti e individui che reagivano con violenza al semplice richiamo al rispetto delle regole.

Tra questi vi erano anche alcuni cittadini stranieri, spesso definiti genericamente "risorse", che con i loro comportamenti hanno creato seri problemi al personale e agli utenti. Questo deve essere affermato sulla base di ciò che abbiamo visto e affrontato personalmente, senza criminalizzare intere comunità e senza trasformare le responsabilità individuali in una condanna collettiva.

Le responsabilità sono sempre personali. Chiunque viva nella nostra città, indipendentemente dalla propria nazionalità o provenienza, deve rispettarne le leggi, i lavoratori, i cittadini e i servizi pubblici.

Il costante lavoro svolto dai Falchi di Enov aveva contribuito a creare una condizione di maggiore tranquillità sugli autobus e nelle biglietterie, sia per il personale Atam sia, soprattutto, per i passeggeri. La nostra presenza quotidiana, il controllo, la mediazione e, quando necessario, l'intervento deciso rappresentavano un concreto deterrente contro comportamenti aggressivi e illegali.

La nostra attività produceva risultati anche sotto il profilo economico, attraverso il contrasto all'evasione tariffaria, il controllo dei titoli di viaggio, la tutela degli incassi e il presidio delle strutture aziendali. Un lavoro che, per la parte di nostra competenza, ha contribuito al percorso di risanamento di una delle aziende pubbliche più importanti della città di Reggio Calabria.

Un servizio consolidato da dodici anni è stato interrotto bruscamente attraverso una semplice Pec. Una decisione formalmente presentata come dettata da esigenze aziendali, ma che, per modalità, tempi e assenza di un adeguato confronto, riteniamo sia stata determinata da una scelta personale del massimo dirigente dell'azienda.

Quello che, a nostro giudizio, appare come un capriccio personale mascherato da esigenza aziendale ha cancellato in poche righe dodici anni di continuità produttiva, esperienza, sacrifici e risultati raggiunti sul campo.

Non è stata interrotta soltanto una collaborazione. È venuta improvvisamente a mancare una presenza che rappresentava un punto di riferimento per gli autisti, per il personale delle biglietterie e, soprattutto, per l'utenza.

I cittadini sapevano a chi rivolgersi in presenza di un problema. Gli autisti conoscevano gli operatori e potevano contare su una presenza capace di prevenire o contenere numerose situazioni critiche. Anche chi era abituato a non rispettare le regole sapeva che sui mezzi e nelle strutture Atam esisteva un controllo concreto.

La brusca interruzione ha fatto venir meno questi riferimenti senza che venisse illustrata una soluzione alternativa capace di garantire lo stesso livello di presenza, esperienza e conoscenza del territorio.

Proprio per queste ragioni abbiamo inoltrato diverse Pec al Sindaco di Reggio Calabria, nella sua qualità di Presidente dell'Assemblea dei soci di Atam, chiedendo di comprendere come un dirigente possa interrompere, attraverso una semplice comunicazione, una continuità produttiva durata dodici anni e capace di generare risultati economici, operativi e, soprattutto, in termini di sicurezza.

Chiediamo di conoscere i presupposti amministrativi, le motivazioni e le valutazioni economiche e operative poste alla base della decisione. Chiediamo se siano state realmente considerate le conseguenze sulla sicurezza del personale, degli utenti, degli autobus, delle biglietterie e delle strutture aziendali.

Può davvero una semplice Peccancellare dodici anni di servizio e di risultati senza un confronto preventivo e senza una valutazione complessiva delle conseguenze?

È una domanda legittima alla quale attendiamo una risposta istituzionale chiara. La presenza dei Falchi di Enov non era soltanto una voce da inserire in un documento contabile. Era un investimento nella sicurezza, nella prevenzione, nel contrasto all'evasione e nella tutela dei lavoratori e dei cittadini. Per questo oggi la nostra solidarietà assume un significato particolare. Conosciamo bene la tensione che vive un autista quando deve continuare a garantire il servizio mentre qualcuno urla, minaccia, rifiuta di pagare o mette in pericolo le persone presenti sul mezzo.

Gli autisti Atam svolgono ogni giorno un servizio essenziale per studenti, anziani, lavoratori e famiglie. Nessuno di loro dovrebbe essere costretto a lavorare nella paura o ad affrontare da solo situazioni potenzialmente pericolose.

Spetterà naturalmente alle Forze dell'Ordine e alle autorità competenti ricostruire l'esatta dinamica dell'episodio, identificare tutte le persone coinvolte e accertarne le eventuali responsabilità. Ma quanto accaduto ripropone con forza la necessità di garantire maggiore sicurezza sui mezzi pubblici, nelle biglietterie, ai capolinea e nelle aree maggiormente frequentate. Non si può parlare di sicurezza soltanto dopo che un'aggressione è avvenuta o quando un video diventa pubblico. La sicurezza deve essere costruita ogni giorno, attraverso una presenza concreta, qualificata e riconoscibile sul territorio.

All'autista coinvolto giunga la nostra piena vicinanza umana e istituzionale. A tutto il personale Atam rivolgiamo il nostro ringraziamento per il difficile lavoro svolto quotidianamente.

La nostra non è una solidarietà di facciata. È la solidarietà di chi, per dodici anni, ha condiviso gli stessi luoghi, affrontato gli stessi pericoli e difeso sul campo il personale e gli utenti del trasporto pubblico reggino.

Ed è anche la voce di chi oggi chiede pubblicamente perché un servizio che produceva risultati economici, sicurezza e tranquillità sia stato cancellato con una semplice Pec, facendo venire improvvisamente meno importanti punti di riferimento per il personale e, soprattutto, per l'utenza», conclude Salvatore D’Amico, presidente Nazionale e Rappresentante Legale Enov “I Falchi dello Stretto”.