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Un sogno che ha attraversato i secoli, trasformandosi in una missione concreta capace di cambiare la vita di intere generazioni. Don Bosco non è solo una figura del passato, ma un riferimento vivo per chi, ancora oggi, crede nel potere dell’educazione. Il 31 gennaio, giorno della sua festa, diventa occasione per ricordare il suo impegno e per rinnovare una promessa: stare accanto ai giovani, soprattutto a quelli più fragili, offrendo loro un futuro migliore.
«Basta che siate giovani, perché io vi ami assai». Con queste parole, Don Bosco consacrò la sua esistenza ai giovani, diventando padre, maestro e amico di chi più aveva bisogno. La sua visione educativa, fondata su ragione, religione e amorevolezza, ha dato vita a un metodo innovativo, che ha trovato terreno fertile anche in Calabria. La presenza salesiana nella regione è un capitolo fondamentale della sua eredità: le opere salesiane hanno saputo radicarsi nel territorio, offrendo educazione, accoglienza e sostegno a generazioni di ragazzi.
La storica presenza salesiana in Calabria
La Calabria ha accolto la missione salesiana con entusiasmo e bisogno. A fare da apripista fu il Beato Michele Rua, primo successore di Don Bosco – a cui è intitolata l’Ispettoria Salesiana Meridionale – che nel 1898 giunse a Bova Marina, che oggi rappresenta la più antica casa salesiana in attività della regione. Qui, i figli spirituali di Don Bosco hanno costruito un vero e proprio faro educativo, un luogo in cui il metodo salesiano ha trovato piena espressione, diventando un punto di riferimento per tutta la comunità.
La festa di Don Bosco è un momento di celebrazione e riflessione per l’intera congregazione salesiana e per tutte le comunità che portano avanti il suo carisma educativo. In questo contesto, la Calabria emerge come una terra di grande valore per i Salesiani, una regione dove l’eredità di Don Bosco ha trovato terreno fertile e continua a dare frutti: oltre a Bova Marina e Locri, in provincia di Reggio Calabria, vi sono quelle di Vibo Valentia, Soverato e Corigliano Calabro (oggi Corigliano – Rossano).
L’importanza della presenza in Calabria è stata ribadita la scorsa estate, in occasione dei festeggiamenti per i 125 anni della presenza salesiana a Bova Marina, con la storica visita del Cardinale Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani e decimo successore di Don Bosco. In quest’occasione, ai nostri microfoni ha evidenziato come la Calabria rappresenti una terra speciale per i Salesiani, definendola «un luogo di cammino». Ha inoltre sottolineato che «questa è una terra che ha accolto il messaggio di Don Bosco e lo ha fatto proprio, integrandolo nella sua cultura e nella sua vita quotidiana».
Il Cardinale Artime ha ribadito l’impegno della congregazione nel continuare ad accompagnare le famiglie e i giovani calabresi, adattando il proprio contributo alle esigenze attuali ma mantenendo intatto lo spirito missionario originario. «Noi esprimiamo il nostro vero compromesso nel voler fare un cammino insieme a queste popolazioni e a queste famiglie, proprio come abbiamo fatto fino ad oggi».
Le sfide del domani
Oggi, la presenza salesiana in Calabria è più che mai necessaria. Le nuove sfide educative impongono un rinnovato impegno per continuare l’opera di Don Bosco, facendo fronte ai bisogni emergenti della società. Gli istituti e gli oratori salesiani rappresentano un’oasi di speranza per tanti giovani, un luogo in cui possono trovare non solo un’educazione scolastica, ma anche il calore di una famiglia, una guida sicura nel loro percorso di crescita.
In un contesto come quello calabrese, gli oratori salesiani rappresentano una risposta concreta anche alla piaga della ‘ndrangheta, offrendo ai giovani un’alternativa alla cultura dell’illegalità. Nei quartieri e nelle realtà più difficili, dove spesso la criminalità organizzata si insinua tra le maglie della società, gli oratori si pongono come presidi di legalità e di crescita. Attraverso lo sport, l’educazione e l’accompagnamento costante, i Salesiani lavorano per sottrarre i ragazzi al rischio di devianze e affiliazioni, costruendo un futuro fatto di consapevolezza e opportunità.
Nel giorno della sua festa, la Calabria rinnova il suo legame con Don Bosco, celebrandolo non solo con eventi e liturgie, ma con un’azione concreta che guarda al futuro. «L’educazione è cosa di cuore», diceva Don Bosco, e questo cuore continua a battere forte in tutti coloro che, ispirandosi a lui, dedicano la loro vita ai giovani.

