Sabato scorso, 17 gennaio, negli spazi del Museo Nazionale del Bergamotto, la Confraternita della Frittola Reggina 2019 ha celebrato Sant’Antonio Abate, figura centrale della spiritualità popolare e simbolo profondo del mondo rurale, degli animali domestici, delle stalle e del lavoro umile.

Una celebrazione intensa e partecipata, lontana da ogni forma di folklore, che ha restituito al rito il suo significato più autentico: atto identitario, memoria condivisa, appartenenza comunitaria.

Ad aprire i lavori è stato l’intervento del Vice Priore, M.llo Antonino Triglia, che ha richiamato con parole dense di significato il senso profondo della ricorrenza: «Da sempre la comunità si raccoglie attorno al fuoco per onorare Sant’Antonio Abate. È un giorno che non appartiene al calendario, ma alla memoria collettiva. Il rito delle pizzate e dei curcùci è un gesto semplice, antico, essenziale. Un gesto che è linguaggio».

Triglia ha sottolineato come la Confraternita rinnovi questo rito non come rievocazione folkloristica, ma come atto di responsabilità culturale, ribadendo che «il maiale e le pizzate non sono simboli folkloristici, ma strumenti per tenere viva la memoria reggina, per riaffermare i valori della condivisione, della fratellanza e dell’essere comunità».

Da qui il sentito ringraziamento all’Associazione Sant’Antonio Abate di Archi e al suo presidente, l’avvocato Franco Giunta, «con cui ci lega un forte sentimento di fratellanza e uno spirito di collaborazione sincero e duraturo».

Di grande spessore culturale l’intervento del professore Vittorio Caminiti, Presidente dell’Accademia Internazionale del Bergamotto e del Museo, che ha offerto una vera e propria lectio sul simbolo del mais e del maiale nella cultura contadina e nei giorni di pellegrinaggio.

Caminiti ha ricordato come il mais, arrivato tardi nelle campagne, sia diventato il cibo della certezza e della sopravvivenza: seme umile capace di rinascere e moltiplicarsi, metafora delle comunità che resistono stringendosi attorno ai propri riti.

La pizzata di mais, pane non consacrabile ma profondamente umano, è stata descritta come pane di popolo, spezzato attorno al fuoco, luogo di trasformazione, racconto e condivisione. Centrale anche il legame ancestrale tra mais e maiale, ciclo perfetto di nutrimento e sopravvivenza familiare, così come la forza simbolica della polenta, che non si serve ma si condivide, rovesciata al centro della tavola, senza gerarchie e senza distinzioni.

«Celebrando il fuoco, il pane e il maiale – ha concluso Caminiti – non celebriamo il cibo, ma la memoria viva della nostra terra e il senso profondo della nostra regginità».

È seguito l’intervento dell’illustre professore Alfredo Focà, Direttore del Comitato Scientifico e della Biblioteca del Museo Nazionale del Bergamotto, che ha coinvolto una platea numerosa e attenta con una narrazione appassionata sul ruolo centrale di Reggio Calabria nella storia del Cristianesimo.

Focà ha ricordato come i primi passi del cattolicesimo, grazie a San Paolo, siano stati mossi proprio in questa città, invitando i presenti a essere orgogliosi di una storia che da Reggio si è irradiata prima nel Sud e poi nel mondo. Ha quindi approfondito la figura di Sant’Antonio Abate e dell’ordine religioso da lui fondato, caratterizzato da un servizio concreto alle comunità e agli indifesi, motivo per cui il Santo è da sempre considerato protettore del mondo rurale e degli animali da cortile.

A concludere gli interventi è stato Padre Danilo Latella, parroco della Chiesa del Carmine di Archi, che ha ricordato il valore spirituale del Santo e l’impegno quotidiano della parrocchia a sostegno dei più deboli. Al termine, Padre Latella ha impartito una benedizione simbolica ai presenti e agli animali che hanno accompagnato i loro padroni alla cerimonia. Tra questi si è distinta la mascotte del Museo del Bergamotto, la cagnetta Nanà, che ha seguito con compostezza l’intera celebrazione.

Nel corso della serata, la Confraternita ha conferito un premio speciale a Claudio Labate, Direttore de Il Reggino, per l’impegno professionale, la sensibilità culturale e l’attenzione costante dedicate alla valorizzazione delle tradizioni popolari, del mondo rurale e delle eccellenze identitarie del territorio reggino, con particolare attenzione alle attività del Museo Nazionale del Bergamotto.

Il riconoscimento è stato consegnato dal Dott. Agronomo Marco Tiberi, Presidente di European Consumers APS, una delle più alte istituzioni europee per la tutela dei consumatori, nonché socio della Confraternita e attivamente impegnato a Reggio Calabria sulle problematiche legate alle condotte idriche e al costo dell’acqua.

In sala, in qualità di soci della Confraternita, erano presenti Giovanni Latella, Delegato al Turismo e allo Sport della Comune di Reggio Calabria, che ha portato i saluti del sindaco f.f. Domenico Battaglia, da sempre vicino alle attività del Museo; Candeloro Imbalzano, già Consigliere regionale e Assessore alle Attività Produttive; il Procuratore Generale Francesco Mollace; Mons. Antonio Morabito, canonico del Duomo di Reggio Calabria; il Presidente del Kiwanis Reggio Calabria Nuccio Gilormo; e il già Presidente del Kiwanis di Villa San Giovanni Gino Madotta, tutti convinti sostenitori della Confraternita della Frittola Reggina.

Momento particolarmente significativo è stata l’investitura di un nuovo socio, celebrata dalla Vice Priore Vicario Prof.ssa Angela Fiorentino, secondo il tradizionale rito, tra solennità e goliardia, del maestro macellaio Giuseppe Melissari di San Giuseppe di Catona, noto per la produzione di carni biologiche secondo metodi tradizionali e un’alimentazione ispirata alle pratiche del passato. Alla richiesta di giurare, da parte della vice priore Angela Fiorentino, "che mai sarebbe diventato vegano" la risposta del neo confratello non si è fatta attendere: "giuru e jasu a manu, cu u porcu mu calu sanu", ed ecco che arriva la benedizione.

Altra investitura di rilievo è stata quella conferita dalla Priore della Confraternita del Bergamotto e del Cibo di Reggio Calabria, Cristina Sarica, che ha incoronato socio onorario il noto artista e comico Pasquale Caprì, con una cerimonia solenne e goliardica, suggellata dal conferimento di una targa commemorativa.

La serata si è conclusa con una degustazione rituale di pizzate e curcùci, pitta “ill’Angiulu” e paniculu e lardu, preparati e cotti dal vivo attorno al fuoco, restituendo al cibo il suo valore più autentico: linguaggio della comunità e custode della memoria.

Il tutto è stato accompagnato da un sottofondo musicale curato dal Maestro Pippo Campolo, Direttore del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria.

Il prossimo appuntamento della Confraternita della Frittola Reggina è fissato per il 31 gennaio e il 1° febbraio.