Una giornata che tiene insieme memoria, istituzioni e territorio. Reggio Calabria ha celebrato il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato con una cerimonia articolata, partecipata e densa di significati, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose della città e della Città Metropolitana, oltre ai familiari delle vittime del dovere e ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.

Le celebrazioni si sono aperte in Questura con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla lapide dedicata alle poliziotte e ai poliziotti caduti nell’adempimento del dovere, alla presenza del prefetto Clara Vaccaro e del questore Paolo Sirna. Un momento solenne che ha segnato l’avvio della giornata.

A seguire, l’Atelier della Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea ha ospitato la cerimonia istituzionale, aperta dall’esecuzione dell’Inno d’Italia da parte del coro degli studenti dell’Istituto “De Amicis-Bolani”. Un contesto che ha voluto rafforzare il legame tra istituzioni e nuove generazioni.

Nel suo intervento, il Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro ha posto l’accento su una visione ampia della sicurezza: «Non può essere intesa soltanto come repressione, ma come prevenzione, memoria e accompagnamento, soprattutto per chi è più fragile».

«Il volto del poliziotto – ha aggiunto – è il primo che incontra il cittadino quando ha paura», ribadendo la necessità di continuare a investire sul comparto sicurezza: «Negli ultimi anni sono state effettuate 39mila assunzioni e entro il 2027 ne sono previste altre 30mila, insieme al potenziamento delle dotazioni».

Un impegno che si inserisce in uno scenario globale complesso: «Il cambiamento geopolitico impone un ruolo ancora più centrale alle forze di polizia, con competenze sempre più specializzate, dal cyberspazio al contrasto delle minacce più avanzate».

A riportare il discorso sul piano locale è stato il questore Paolo Sirna: «Stiamo attraversando un momento difficile. La presenza della polizia deve rappresentare un punto di riferimento per ogni cittadino».

Sirna ha richiamato le trasformazioni degli ultimi anni: «Dalla pandemia ai conflitti internazionali fino alla crisi economica, sono tanti i fattori che generano insicurezza. Per questo la domanda di sicurezza cresce continuamente».

E ha ribadito: «Siamo tra la gente, il nostro motto è esserci sempre. Siamo al servizio dei cittadini per far rispettare le regole, soccorrere chi è vittima di un reato e rendere giustizia». Una presenza visibile che rappresenta «il segnale più concreto della vicinanza dello Stato».

Nel corso della cerimonia è stato sottolineato anche il valore della collaborazione istituzionale. Il rettore Giuseppe Zimbalatti ha evidenziato: «Siamo grati alla Polizia di Stato per aver scelto la nostra università per questa celebrazione. Favorire il contatto tra istituzioni e comunità accademica è fondamentale».

«Abbiamo l’ambizione – ha aggiunto – di essere parte attiva di una rete di collaborazione con tutte le istituzioni che operano sul territorio con impegno e dedizione».

Spazio, quindi, alla consegna degli attestati premiali al personale distintosi in attività di polizia giudiziaria e soccorso pubblico: medaglie, encomi e promozioni per merito straordinario che hanno dato volto concreto all’impegno quotidiano delle donne e degli uomini in divisa.

Un passaggio che si lega anche alle attività di prevenzione richiamate nel corso dell’evento: dalle campagne contro il cyberbullismo al progetto «Questo non è amore» contro la violenza di genere, fino alle iniziative contro le truffe agli anziani.

Una celebrazione partecipata, che ha visto insieme tutte le componenti istituzionali del territorio, e che ha ribadito un principio chiaro: la sicurezza si costruisce ogni giorno, attraverso presenza, prevenzione e rapporto diretto con i cittadini.