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Si è aperto a Reggio Calabria una importante due giorni che ha visto, in prima battuta, accendere i riflettori sul tema “Il Giusto Processo Oggi – Dalle derive securitarie alle prospettive di una riforma costituzionale in atto”, organizzato dalla Camera Penale “G. Sardiello” e dall’Ordine degli Avvocati. L’iniziativa ha coinvolto autorevoli esponenti del mondo della giustizia, accademici e avvocati, con l’obiettivo di discutere criticamente lo stato del diritto penale e le sfide attuali della giurisdizione.
Dopo i saluti istituzionali, la sessione moderata dal giornalista Consolato Minniti, ha visto un ricco panel di interventi. La presidente della Corte d’Appello Caterina Chiaravalloti ha introdotto i lavori con una riflessione sulla “ragionevole previsione di condanna” nella fase preliminare. La presidente ha ribadito anche la necessità del confronto in un momento di riforme e cambiamenti così delicato.
«Ci sono stati tanti dibattiti e mi auguro che ce ne siano ancora, perché è una riflessione congiunta, anche tra la Magistratura e l’avvocatura, su delle tematiche di un rilievo preminente in questo momento, ma è da tempo che si dibatte soprattutto quello che è il tema odierno che concerne i problemi che derivano dall’assetto normativo che regolamenta il processo penale e i principi costituzionali, quindi le garanzie di difesa, l’equo-processo, i diritti della difesa del contraddittorio, eccetera. Quindi credo che sarà interessante comprendere, sono argomenti anche in parte di interesse comune, in parte hanno degli aspetti molto tecnici, però l’approfondimento, la discussione è sempre utile e proficua e mi auguro che lo sia anche in questa occasione».
A seguire, il procuratore generale Gerardo Dominijanni ha affrontato il tema della separazione delle carriere. Un confronto, quello sulla riforma della giustizia che va avanti. Sono ancora tanti nervi scoperti, però se ne continua a parlare anche perché c’è la necessità di portare a conoscenza i cittadini di quelle che sono le ricadute di una riforma che non riguarda solo gli addetti ai lavori. «Sì, soprattutto una riforma che a mio avviso non apporta alcun vantaggio ai cittadini. Credo che l’abbia detto anche il Ministro Nordio quando ha dichiarato che non ci saranno velocizzazioni del processo. È una questione, a mio avviso, di principio, non corretta, però se ne discute, perché il confronto con l’avvocatura e con tutti è sempre costruttivo». Se anche il Ministro che propone questa riforma non crede fondamentalmente che sia un’emergenza, secondo lei perché questa accelerazione? «Lo ha detto in un’intervista, perché è nel programma di Governo, perché bisogna adeguarsi al processo accusatorio». Un argomento sviscerato ampiamente nella seconda giornata quello della separazione delle carriere.
Mentre il professore Ettore Squillaci ha analizzato il Decreto Legge Sicurezza come espressione di un possibile autoritarismo penale. L’avvocato ha esaminato il decreto sicurezza mettendo in risalto i profili di criticità sia dei contenuti che del metodo formale con cui ha agito il Governo. L’avvocato Fabio Ferrara ha discusso l’impatto del giustizialismo nella fase preliminare, affrontando il tema della cultura della giurisdizione durante la fase delle indagini preliminari, approfondendo le modalità con cui vengono svolte le indagini preliminari da parte del pubblico ministero e il rapporto esistente con il gip.
L’avvocato Albanese ha discusso della cross examination nell’ambito dei reati di codice rosso soffermandosi sull’importanza di un efficace esame e controesame dei testimoni che possono portare all’accertamento della verità processuale. L’avvocato Francesco Siclari ha concluso con un’analisi approfondita del Daspo urbano, come misura utilizzata a difesa della sicurezza urbana, delineando i profili problematici anche con riferimento al regolamento esistente a Reggio Calabria. «La due giorni che abbiamo organizzato è stata fortemente voluta da noi avvocati, dall’Avvocatura Penalista Reggina, di concerto con l’Unione delle Camere Penali, perché c’è la necessità di un confronto che possa essere il più moderato possibile, di modo che ci si possa confrontare sulle idee e rappresentare quella che è la forza delle idee di ognuno di noi.
La volontà è cercare di comprendere, in un contesto nel quale dovrebbe sempre prevalere una idea di diritto penale liberale, quelle derive, securitarie che invece sembrano essere proprie di questo Governo. Mi riferisco in particolare a quelle che sono le situazioni di grave disallineamento con i principi democratici che derivano dal DL Sicurezza e da quel regolamento approvato nel maggio del 2025 nel Comune di Reggio Calabria, il regolamento urbano che ha introdotto e ha recepito la normativa sul DASPO urbano, con una situazione che deve stare attenti a non creare ed ulteriormente aggravare situazioni di marginalità che invece dovrebbero essere oggetto di recupero e certamente non di contrasto da parte delle istituzioni tutte, sia a livello centrale che a livello locale». La giornata si è chiusa con un dibattito tra spunti critici e richiami all’urgenza di tutelare le garanzie costituzionali.

