Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno non sono tre ricorrenze separate, ma le tre tappe di un unico percorso storico e politico che ha dato forma alla Repubblica Italiana: la conquista della libertà, l’affermazione dei diritti del lavoro, la nascita della democrazia repubblicana.

È dentro questo legame che si fonda il senso più profondo della nostra comunità nazionale. Un legame che richiama, oggi più che mai, a una responsabilità chiara: onorare e non disperdere ciò che la lotta di liberazione e le lotte sociali ci hanno lasciato. Perché nulla di tutto questo è definitivamente acquisito: la libertà, il lavoro, la democrazia esistono solo se vengono riconosciuti, difesi e praticati ogni giorno.

È da questa consapevolezza che nasce “Nati da una scelta”, iniziativa promossa dal Comune di Roccella Jonica in occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, che mette in relazione queste tre date come momenti di un unico percorso civile e politico.

Tre giornate, tre parole chiave – Libertà, Lavoro, Cittadinanza – per riaffermare che la Repubblica nasce da una scelta collettiva e continua a vivere solo se quella scelta viene rinnovata ogni giorno.

Si comincia il 25 aprile alle ore 18:45, all’ex Convento dei Minimi, con il recital “Io che ti ho dato la libertà, io che libertà non ho”. Lo spettacolo, una produzione originale di Manuela Cricelli, propone un intenso intreccio tra musica d’autore e le ultime lettere di giovani partigiani condannati a morte, dando voce a storie autentiche di coraggio e sacrificio. Un viaggio nel cuore di una generazione che ha scelto la libertà pagando il prezzo più alto. Sul palco, ad accompagnare la voce di Manuela Cricelli, ci saranno la chitarra classica di Salvatore Gullace e la chitarra acustica di Vincenzo Oppedisano, mentre Marcella Mesiti e Vincenzo Muià daranno voce alle testimonianze dei caduti per la nostra libertà. Un momento che restituisce la verità più profonda della Liberazione: non un racconto distante, ma una scelta concreta, che ancora oggi interroga le nostre coscienze.

Si prosegue il 26 aprile alle ore 18:45, sempre all’ex Convento dei Minimi, con un’iniziativa che anticipa e rende omaggio alla Festa del Lavoro dal titolo “Ci vediamo stasera – Le vittime del lavoro”, di Mike Ricci e Massimo Canneti, con Daniela Bertini, Massimo Canneti e Monica Innocenti per la regia di Mike Ricci. “Ci vediamo stasera” è la promessa quotidiana che si spezza quando il lavoro uccide. Lo spettacolo trasforma il palco in un tribunale della coscienza, dando voce alle oltre mille persone che ogni anno in Italia escono di casa per lavorare e non vi fanno più ritorno. Un’opera che non cerca la spettacolarizzazione del dolore, ma restituisce dignità alle vittime e richiama con forza una responsabilità collettiva: il diritto al lavoro sicuro non è negoziabile. La memoria, in questo caso, diventa denuncia e impegno civile.

Infine, ai primi di giugno, per celebrare la Festa della Repubblica, si terrà una manifestazione che vedrà protagonisti gli studenti di Roccella Jonica dal titolo “Cosa diresti a Giacomo? I giovani e gli 80 anni della Repubblica”. Al centro dell’iniziativa la figura di Giacomo Ulivi, giovane partigiano di appena 19 anni, ucciso dai nazifascisti, che nelle sue lettere ha lasciato parole di straordinaria lucidità e responsabilità civile. In questa occasione, la memoria si trasformerà in dialogo diretto: saranno gli studenti a scrivere a Giacomo, riflettendo sul significato del dono ricevuto. Qual è il valore concreto della libertà conquistata? Cosa significa oggi essere cittadini? E soprattutto, come si difende ciò che è stato conquistato? Non solo una celebrazione formale della Repubblica, ma un passaggio di testimone tra generazioni che trasforma la memoria in responsabilità attiva.

«Abbiamo voluto costruire un’iniziativa che non fosse una semplice celebrazione - ha dichiarato il Sindaco Vittorio Zito - ma un percorso capace di tenere insieme memoria e responsabilità. Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno rappresentano le fondamenta della nostra Repubblica: libertà, lavoro e cittadinanza. Oggi più che mai abbiamo il dovere di non disperdere ciò che ci è stato consegnato. Per questo abbiamo scelto di coinvolgere direttamente i giovani, perché è a loro che spetta il compito di dare continuità a quei valori».

«Nati da una scelta – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Roccella Scherl – ci ricorda che la democrazia non è un punto di arrivo, ma una pratica quotidiana fatta di partecipazione, consapevolezza e impegno e che ogni generazione è chiamata, a sua volta, a scegliere da che parte stare. Questo progetto che abbiamo voluto promuovere è una presa di posizione chiara: la memoria non è neutra, la democrazia non è scontata, i diritti non sono irreversibili. Servono consapevolezza, impegno e una nuova generazione capace di riconoscere il valore di ciò che ha ereditato e di difenderlo, ogni giorno, attraverso le proprie scelte».