Nell'era del digitale in cui tutto sembra svanire rapidamente, trattare temi quali bullismo e cyberbullismo rappresenta un punto d’orientamento saldo per i giovani, inoltre, acquisisce un plusvalore, specialmente quando a parlarne sono la scuola e le forze dell'ordine, rappresentate rispettivamente dalla prof.ssa Mariarosaria Russo, Dirigente Scolastico dell'IIS R. Piria di Rosarno, e dal Capitano Nicola De Maio, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gioia Tauro.

La dirigente Russo tiene a precisare che, in oltre vent'anni di dirigenza al Piria di Rosarno si è registrato un solo caso di bullismo, risultato ottenuto grazie a percorsi individualizzati, workshop e interventi mirati, supportati da strategie opportune e dal dialogo continuo con studenti e famiglie. A tal proposito, la docente Cettina Cocolo, referente per il bullismo e il cyberbullismo, introduce l'argomento distinguendo tra le due forme di prevaricazione e illustrando le tappe da intraprendere: dal dialogo con le famiglie all'intervento della scuola, fino al ruolo della società, evidenziando quanto sia fondamentale l'ascolto nell'ambiente scolastico, così come il contributo dell'Arma dei Carabinieri in un paese civile.

In questa prospettiva, il Capitano De Maio indirizza il suo intervento sui concetti di solidarietà e libertà, due parole chiave che richiamano l'importanza della Carta costituzionale italiana, a partire proprio dalle parole di Piero Calamandrei, uno dei padri fondatori della Costituzione. Secondo Calamandrei, infatti, una volta scritta la Costituzione, spetta ai cittadini mettere il "combustibile" della democrazia affinché la carta possa concretamente "muoversi". Partendo dal referendum del 1946, De Maio ripercorre quindi le tappe della Repubblica: dal diritto di voto agli altri diritti e doveri dei cittadini, tra cui il lavoro, fino ad approfondire il principio di solidarietà.

A questo punto intervengono con interesse gli studenti delle classi del liceo scientifico tradizionale e del liceo linguistico, coordinati dalla professoressa e collaboratrice del DS Saveria Violi e guidati dalla professoressa Mattia Milea, responsabile del settore linguistico. I ragazzi accolgono con viva partecipazione il discorso sull'uguaglianza nel mondo contemporaneo, da cui emerge l'importanza di cogliere le opportunità e fissare obiettivi chiari. Dai valori costituzionali alla definizione di bullismo e cyberbullismo il passo è breve: coltivare tali disvalori significa infatti negare quei diritti consolidati in quasi un secolo di democrazia. De Maio, partendo dalla sua esperienza sul campo, quindi, si rivolge agli studenti portando esempi concreti di reati legati al cyberbullismo, delineando la personalità dei cyberbulli che si manifesta attraverso minacce, molestie e insulti, i quali provocano disagi profondi e, nei casi più gravi, possono portare all’isolamento e persino al suicidio dei soggetti presi di mira. Proseguendo nella sua analisi, il Capitano parla di eventi "sentinella" nelle vittime e descrive le dinamiche intercorrenti tra gli attori del bullismo e cyberbullismo, suddivisi tra “gregari”, “spettatori” e “bulli”, assimilabili rispettivamente ai "picciotti", alla "massa grigia" degli omertosi e ai "boss" della mafia, che agiscono in un palcoscenico rappresentante l'allegoria del fallimento della società. In questo contesto, il sillogismo tra ndrangheta e bullismo è evidente: entrambi condividono lo stesso metodo di prevaricazione e i medesimi disvalori.

L'incontro si conclude con un messaggio chiaro e potente: denunciare il bullo non significa "fare la spia", ma compiere un autentico atto di libertà, che si traduce in quello stesso messaggio di liberazione, solidarietà e rispetto che la preside Russo veicola nella sua didattica delle scelte consapevoli, concreto trait d’union tra scuola e società, tra giovani e adulti, tra educazione e consapevolezza.